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Google, ritorno al futuro per gli occhiali Ar, quelli della Realtà Aumentata. Il colosso di Mountain Views ha rivelato che inizierà a testare in pubblico questa tipologia di occhiali dotati di fotocamera. Il post sul blog dell’azienda contiene numerose affermazioni assicurando che questa non sarà più l’era dei cosiddetti  “Glassholes”. 

Google e i primi tester

Google sostiene che sta iniziando con poche dozzine di tester, sottolineando che le fotocamere e i microfoni sui suoi occhiali “non supportano la fotografia e la videografia”. Il gruppo ha anche predisposto un’apposita pagina di supporto che riporta un elenco di domande (le più frequenti) della serie: “A cosa servono i dati delle immagini?”. E ancora: “Per quanto tempo sono conservati?”. Infine: “Come faccio a sapere se sono nelle immediate vicinanze dei prodotti in fase di test?”. Del resto, la questione è altamente sensibile. Dopo il debutto dei Google Glass tutti ricordano le problematiche legate al tema della privacy. D’altro canto, ormai, con i device mobili dotati di fotocamere potenti, diventa a volte davvero complicato capire o sapere se si viene ripresi o meno in qualsiasi circostanza. Tutti abbiamo (quasi) sempre uno smartphone attivo e portata di mano. Tuttavia, la questione resta. Google ha fatto sapere che questa fase di test esclude alcuni luoghi come luoghi come scuole, chiese, parchi e giardini e ospedali. Tuttavia, non fa svela altro in merito a bar e ristoranti, proprio i locali dai quali erano cominciate le proteste. La sfida per le Big Tech sempre più protese in questa dimensione è a dir poco rilevante: Apple, Google, Meta, Microsoft e Snap devono capire come creare esperienze AR vere e in grado di rilasciare un vantaggio a questo punto superiore rispetto a quanto gli smartphone non siano in grado di assicurare.