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Google scende in campo sull’acquisizione da parte di Microsoft del publisher Activision Blizzard. Dopo le preoccupazioni di Sony anche il colosso di Mountain View ha manifestato qualche “tensione”. Al momento l’operazione da 68,7 miliardi di dollari è stata approvata al momento solo dall’Arabia Saudita. Di contro – dopo la frenata arrivata dall’Australia – gli organi che regolano la concorrenza nel regno Unito e nell’Unione Europea hanno deciso di indagare in maniera ancora più approfondita prima di esprimere un parere definitivo. Lo scorso mese di settembre è stato caratterizzato da un intenso botta e risposta tra Sony PlayStation (che ha ribadito le paure legate al franchise Call of Duty) e Microsoft che ha dal canto suo fornito massime rassicurazioni. Ora – stando al report di Dealreporter – pare che Google si sia unita a Sony PlayStation nell’esprimere le sue preoccupazioni alle autorità di regolamentazione dell’Unione Europea. In precedenza, Google aveva espresso le sue preoccupazioni all’autorità antitrust brasiliana Cade.

Google e la questione del cloud di Microsoft

Google, nelle ultime ore, sembra aver “preso posizione” al fianco di Sony, mentre il colosso di Redmond ha trovato un alleato in Meta, la società madre di Facebook. Ma quali le ragioni? Detto che la Grande G ha da poco ufficializzato la chiusura delle attività da gennaio 2023 di Stadia in ambito gaming, la questione ruota intorno a un tema. Google aveva siglato una partnership strategica pluriennale proprio con Activision Blizzard, iniziativa che risale al gennaio 2020. Questo accordo prevedeva che il publisher statunitense avrebbe utilizzato i servizi cloud di Google. Ma, con l’ingresso dirompente sulla scena di Microsoft, sul tavolo è comparsa la soluzione cloud Azure dello stesso colosso di Redmond. Logicamente, in caso di acquisizione ci sono degli accordi da rispettare. Sotto il profilo legale Microsoft obbligata a rispettare i contratti di Activision Blizzard. Più difficile che intenda ampliare e allungare le partnership del publisher. Ed è proprio il problema posto e sollevato da Sony PlayStation che ha definito “inadeguata” la proposta dei soli tre anni di licenza concessale da Microsoft sui contratti esistenti dei giochi di Activision (Call of Duty incluso). La preoccupazione – questa la tesi sostenuta nelle sedi Antitrust – è che l’ingresso di Activision Blizzard in Microsoft potrebbe nettamente favorire il mondo Xbox (in tutte le sue declinazioni) a scapito del competitor.