Xiaomi
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Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti rimuoverà Xiaomi dalla blacklist in cui era stata inserita nei mesi scorsi e che impediva l’accesso al capitale sociale da parte di investitori statunitensi. Con un atto depositato in tribunale, le due parti hanno acconsentito a risolvere il loro contenzioso giuridico senza ulteriori contestazioni, ponendo fine a un breve e controverso battibecco tra il brand e Washington.

Una portavoce di Xiaomi ha affermato che la società sta osservando da vicino gli sviluppi, senza approfondire ulteriormente. Intanto, le azioni dell’azienda hanno migliorato la loro performance sui mercati.

Dal canto suo, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, lo scorso gennaio nelle fasi finali dell’amministrazione Trump, ha sostenuto che Xiaomi avesse legami stretti con l’esercito comunista cinese. Per questo il brand è stato inserito nella blacklist al fine di limitare la raccolta di investimenti statunitensi nella società. Anche altre sette società cinesi sono state assoggettate a restrizioni simili.

Xiaomi è quindi passata all’offensiva intentando una causa contro il governo degli Stati Uniti, definendo la sua collocazione “illegale e incostituzionale” e negando qualsiasi legame con l’esercito cinese. Lo scorso marzo, sotto l’amministrazione Biden, un giudice federale ha temporaneamente bloccato la blacklist definendo “profondamente imperfetto” il processo di inclusione attuato dal governo degli Stati Uniti.

Xiaomi era tra le società tecnologiche cinesi di più alto profilo che l’ex presidente Donald Trump aveva preso di mira per presunti legami con l’esercito cinese nei giorni calanti della sua amministrazione. Trump aveva fatto della lotta all’ascesa tecnologica delle aziende cinesi un fulcro della politica economica ed estera della sua amministrazione. Si veda il caso plateale di Huawei, che è stata praticamente azzerata nel mercato mondiale degli smartphone.

Aggiornamento: la posizione ufficiale di Xiaomi

Abbiamo riportato la notizia il 12 maggio 2021 non appena è stata comunicata negli Stati Uniti. L’aggiornamento che segue è del 26 maggio 2021, giorno nel quale Xiaomi ha fatto pervenire la propria dichiarazione ufficiale in merito alla cancellazione dalla blacklist

“Xiaomi (la “Società”) è lieta di annunciare che in data 25 maggio 2021, alle ore 16:09 (Eastern Standard Time), il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia ha emesso un ordinamento definitivo per annullare la designazione della Società da parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti come “Communist Chinese Military Company” (CCMC). Annullando la designazione, il tribunale ha formalmente eliminato tutte le restrizioni sulla capacità delle persone statunitensi di acquistare o detenere titoli dell’azienda. La Società è grata per la fiducia e il sostegno dei suoi utenti globali, partner, dipendenti e azionisti. Ribadisce di essere una società aperta, trasparente, quotata in borsa e gestita in modo indipendente. La Società continuerà a fornire prodotti di elettronica di consumo e servizi affidabili agli utenti, e a costruire incessantemente prodotti incredibili a prezzi onesti per permettere a tutti nel mondo di godere di una vita migliore attraverso la tecnologia innovativa.”