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Garmin Beat Yesterday 23 For Charity: la staffetta indoor in bici per Obiettivo3

Ospiti d’onore, vip, sporti di altissimo profilo e una serie di talk di approfondimento sulla relazione tra agonismo, società, persone e restituzione alla comunità. Nel 2023 Garmin ha voluto stravolgere il suo consueto appuntamento Beat Yesterday, che celebra le eccellenze poco note nello sport come veicolo per raccontare storie di rilevanza sociale, trasformandolo in “For Charity”. Quattro ore, 300 km percorsi sulle super bici Tacx Neo Bike di Garmin e sui rulli, sempre di Garmin, ma sulle bici da competizioni di campioni del mondo, medagliati olimpici e professionisti, per coprire la distanza indoor tra la sede di Garmin e quella di Obiettivo3, a Padova. Beat Yesterday 23 For Charity è il rinnovato evento di Garmin che nelle sue edizioni precedenti ha messo sul palcoscenico personaggi famosi e campioni per raccontare imprese straordinarie compiute da persone comuni, premiate da grandi volti dello sport. Le novità di quest’anno sono tre: è stato aperto al pubblico, ha avuto un’attività continuativa per tutto il pomeriggio fino al Gala serale in cui si sono alternati sulle bici le persone per beneficienza e, questa è la terza novità, il devoluto è andato a favore di Obiettivo3.

Per chi non lo sapesse, Obiettivo3 nasce da un’idea di Alex Zanardi e dalla sua voglia di condividere e far provare anche ad altri le sue stesse emozioni, regalare un’opportunità e sostenere coloro che vorrebbero avvicinarsi allo sport ma non ne hanno la possibilità. Obiettivo3 punta a far apprendere e diffondere la pratica sportiva tra i disabili, ancora oggi penalizzati dagli alti costi e dalla difficoltà nel comprendere come iniziare. Tra le discipline di cui si occupa l’associazione ritroviamo paracycling, paratriathlon, wheelchair tennis, pararchery, parathletics e para alpine skiing. “Questa di oggi è una festa. Un evento straordinario di sport e solidarietà. Uno dei temi su cui siamo stati chiamati a riflettere è quello dell’Altruismo, a mio avviso molto centrato per la testimonianza che ho potuto portare a nome di Obiettivo3 e di tutti i ragazzi di Alex. Cos’altro può essere questo grande progetto di Alessandro se non semplice generosità? Ma a questo aggettivo vorrei aggiungerne un altro, la gratitudine, per questa azienda sensibile e solidale come Garmin che come noi non ha mai smesso di credere in quello che facciamo e che, ancora una volta, ci conferma la sua fiducia”, ha detto Barbara Manni, Marketing & Communication Manager di Obiettivo3. Che dal palco ha anche aggiunto: “Se Alex fosse stato qui sarebbe non solo contento ma commosso dall’affetto e dalla partecipazione di tutti”. Stefano Viganò, amministratore delegato di Garmin Italia, ha donato 10mila euro a Obiettivo3 per sostenerli nella loro preziosa attività.

Sì, i protagonisti sono state le persone, i vip, i campioni e le loro storie. Come nel caso della sessione dedicata alla condivisione (una delle quattro previste), nel quale il messaggio forte è stato l’importanza della squadra anche negli sport singoli. Il gruppo è il punto di partenza per ottenere il meglio da se, il tema è elemento strutturale nella vita e nello sport per motivare e motivarsi, per spingersi oltre, per creare una coesione che si basa sulla conoscenza dei limiti e delle virtù di tutti, che danno vita a un organismo vivo, poliedrico e coeso, per affrontare le sfide valorizzando i talenti e compensando i limiti. E questo vale in qualsiasi ambito ci si cali: nel lavoro, nella famiglia, nelle relazioni amichevoli e sentimentali, nella vita privata. Ma l’altro grande protagonista è stata la tecnologia di Garmin, un veicolo per raggiungere questi obiettivi personali. A fianco del palco di Beat Yesterday del 2023 spiccavano le meravigliose Tacx Neo Bike e i rulli smart Trainer, stato dell’arte per chi si allena sulla bici in modalità indoor ma non vuole perdere in realismo e sforzo fisico grazie alla connettività e alla possibilità di simulare effettivamente le specificità dei percorsi.

Mentre gli ospiti si avvicendavano sulle smart bike, come detto sul palco si sono susseguiti quattro talk che hanno esplorato proprio quei valori di cui il Beat Yesterday si fa promotore da otto anni. Anche qui il ricco parterre ha fatto la differenza, grazie a storie coinvolgenti, spesso vere e proprie chicche sconosciute al grande pubblico, che hanno creato un dialogo fitto e valoriale.

Quando l’Altruismo segna la storia, ed è capace di cambiarla

Il compito di tagliare il nastro è stato affidato ad Andrea Berton, giornalista e telecronista sportivo e storico protagonista dei Beat Yesterday, che ha guidato il pubblico in un viaggio alla scoperta dell’Altruismo, nello sport e nella vita. Un racconto a più voci animato da Davide Cassani, ex C.T. della nazionale di ciclismo e considerato uno dei migliori gregari dei primi anni Novanta, Barbara Manni, Marketing & Communication Manager di Obiettivo3 che ha espresso tutto l’impegno della società nel perseguire gli alti obiettivi che si prefigge, Emilia Rossatti, giovane stella della scherma che dopo l’infortunio dell’avversaria durante la finale del campionato italiano under 23 di spada ha deciso di restare a distanza e lasciare scadere il tempo, con un gesto di immenso fairplay e Stefano Viganò, Amministratore delegato di Garmin Italia. Insieme a loro sul palco il monumento dell’alpinismo Simone Moro, che ha raccontato il salvataggio per cui gli è stata riconosciuta la Medaglia d’Oro al Valore Civile dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. Durante una spedizione sull’Everest Lhotse, Moro salvò la vita al giovane inglese Tom Moores, abbandonato dai compagni di scalata. Una storia incredibile che lo vede da solo a compiere un’impresa impossibile: duecento metri di dislivello e una placca di roccia tirata a specchio da aggirare per arrivare al corpo immobile del giovane, che Moro si carica in spalla e riporta al campo, salvandogli la vita.

Una Vocazione che parte da lontano

Il pomeriggio firmato Garmin è proseguito con un panel altrettanto ricco di spunti ed emozione. A fare gli onori di casa ci ha pensato Vic, celebre voce di Buonasera Deejay, che ha esplorato il primo capitolo della storia di ogni grande campione, quello della Vocazione. A Vic il compito di dirigere un’orchestra di primo piano, composta da Vincenzo Nibali, uno dei più forti ciclisti a livello italiano e internazionale entrato nella storia per aver vinto tutti e tre i Grandi Giri. Lo “Squalo dello Stretto” ha sempre attaccato la strada con lo spirito indomito che è proprio della Sicilia, la terra che ha lasciato da ragazzino per inseguire il sogno di diventare ciclista professionista. Accanto a lui un altro grande volto del ciclismo: Filippo Ganna, l’uomo del record dell’ora, capace di pedalare 56,792 km in sessanta minuti. Ganna incarna l’amore per il ciclismo che parte dalla giovane età, quando sono i nonni a regalargli la prima bici, e che supera i limiti del tempo e dell’uomo, segnando un record che sfida e piega le leggi della fisica. Altro grande personaggio sul palco è stato Linus, voce storica di Radio Deejay e ormai simbolo della radio italiana. Linus si presenta al pubblico per la prima volta il 18 aprile 1976: un debutto assolutamente goliardico, un gioco che però, complice una Vocazione cristallina, si trasforma in un vero e proprio lavoro che continua ancora oggi a fare scuola.

Linus è il simbolo di come una voce possa portare lontano e al contempo esprimere prossimità, come ben racconta il suo impegno nel mondo della corsa. Con la creazione di DeeJay Ten, gara su strada che attraversa tutta Italia, Linus ha avvicinato alla corsa persone di ogni età, permettendo a questa straordinaria disciplina di espandersi capillarmente. Simbolo di vocazione che riecheggia dagli anni dei Beat Yesterday Awards, Erica Fre ha condiviso il palco con nomi altisonanti da vincitrice dell’edizione 2020, portando in scena l’esperienza di una persona comune che da sempre ha lo sport quale stella polare. Lo sport e la bici come luogo felice, strumento di affermazione, una penna capace di riscrivere la sua storia. Per Erica Fre sport significa Vocazione, rinascita e un grande progetto: “Fase di volo”, uno spazio di condivisione e sostegno per quelle donne che vogliono riprendere in mano pezzi della loro vita, utilizzando lo sport come veicolo di gioia, bellezza, incontro. A raccontare come la Vocazione possa essere, per certi versi, anche questione di genetica, Kristian Ghedina, uno dei migliori interpreti della scuola italiana di sci degli anni ’90, per la prima volta sul podio nel 1989, al termine della discesa sulla Saslong in Val Gardena, vincitore di tre medaglie iridate e di 13 gare in Coppa del Mondo. Ghedina nasce a Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti, ed eredita la passione dello sci dalla madre, prima storica maestra di sci di Cortina.

Se passione fa rima con Genialità

Davide Camicioli, celebre volto di Sky, ha accompagnato gli ospiti di uno dei talk più attesi, quello relativo alla Genialità. Il panel ha analizzato le diverse sfaccettature di questa tematica, a partire da quella relativa all’arte di cui è stato protagonista Ghemon, rapper e cantautore al centro del panorama musicale italiano. Ghemon è il simbolo di come la Genialità possa permeare gli ambiti più diversi, grazie a una natura eclettica e poliforme. Ghemon, infatti, alla musica accompagna un tour di stand up comedy nei teatri di tutta Italia e la passione per la corsa, che lo ha fatto volare fino a New York, dove ha partecipato alla più celebre maratona del mondo. Genialità che è inoltre il vero e proprio motore dell’innovazione: da qui si è sviluppato il contributo portato da Simone Nieddu, Marketing Manager di Dainese, leader nella protezione e wearable technology per il motociclismo e gli sport dinamici. Il brand nasce nel 1972 dal genio di Lino Dainese, un ragazzo della provincia di Vicenza innamorato della moto e della libertà che ne scaturisce, con il sogno di costruire qualcosa di grande al servizio delle persone, per migliorarne la vita e avvicinarli ai loro sogni. Genialità per Dainese è creare innovazione per le donne e gli uomini più veloci del mondo e per tutti gli appassionati di sport dinamici, prima che ne sia espressa l’esigenza. Di Genialità ha parlato anche la medaglia d’oro olimpico Stefano Baldini, campione ai Giochi Olimpici di Atene nel 2004 con il tempo di 2 ore 10 minuti e 55 secondi, che gli valse il record del percorso storico da Maratona ad Atene. Una Genialità che lo ha sostenuto ogni volta che ha dovuto compiere i fatidici 42 chilometri, che il campione vero affronta con mente forte e lucida, sfidando i propri limiti con la consapevolezza della propria forza.

A questi si è aggiunta la preziosa testimonianza di Elia Viviani, professionista dal 2010 che, tra le tante vittorie, annovera il titolo italiano in linea 2018 e il titolo europeo in linea nel 2019. Su pista ha vinto invece la medaglia d’oro nell’omnium ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016 e la medaglia di bronzo nella stessa specialità ai Giochi di Tokyo 2020, due medaglie d’oro, due d’argento e due di bronzo ai campionati del mondo e otto titoli ai campionati europei. Un palmares ricchissimo, che si conquista solo con una spiccata genialità applicata alla pista, con tutta la strategia che questa straordinaria disciplina richiede. Ad arricchire un palco già incredibile, il punto di vista e la storia di Alessandro Ballan, grande esponente del ciclismo mondiale e professionista dal 2004 al 2016. Vincitore del Giro delle Fiandre 2007 e campione del mondo in linea nel 2008 a Varese, Ballan ha posto l’accento su quanto la strategia e la capacità di osservare l’avversario siano fondamentali, così come la flessibilità nel cambiare in corsa una strategia consolidata per rispondere alle imprevedibili tattiche altrui. Arrivare alla vittoria, talvolta, è più questione di Genialità che di tecnica.

Storie di Condivisione

Il talk conclusivo è stato affidato a Marco Maccarini, storico volto di MTV Italia, che ha guidato un confronto virtuoso a più voci. A condividere il palco c’era Luca Biganzoli, General Manager di Urania Basket, squadra che dalla pallacanestro amatoriale ora lotta in A2, grazie a un’incredibile cavalcata di tre promozioni in dieci anni. La condivisione nella scalata di Urania verso i campionati professionistici si rintraccia nel rapporto con il territorio, con amici, famiglie, tifosi. La Condivisione è un valore di tutti gli sport di squadra, soprattutto in uno sport come il rugby dove il rispetto dell’avversario è una componente importante del gioco. Ne ha parlato Leonardo Ghiraldini, ex rugbista a 15 italiano. Due volte campione d’Italia e campione di Francia, è stato selezionato in tre occasioni nei Barbarians, dal 2006 al 2020 ha vestito 107 volte la maglia azzurra, di cui 17 da capitano, con la quale ha preso parte a quattro edizioni della Coppa del Mondo di rugby. Vent’anni passati a correre, a placcare, a guidare mischie sui campi di tutta Europa. Un valore condiviso anche da Fabrizia D’Ottavio, farfalla medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene nel 2004. Un sogno condiviso con le compagne di squadra Elisa Blanchi, Marinella Falca, Daniela Masseroni e Laura Vernizzi, guidate dalla capitana Elisa Santoni. Condivisione che è poi un vero e proprio mantra per le farfalle. D’Ottavio ha raccontato la vita in simbiosi di questo straordinario gruppo, che non solo si allena insieme, ma vive e respira all’unisono, creando nella vita quel movimento unico e sinuoso che poi si trova a esprimere in gara in modo magistrale.

Sul palco si è infine distinto Riccardo Groppo, ceo di SAT – Sleep Advice Technologies – una start-up innovativa che si avvale del contributo sinergico di medici esperti del sonno e d’ingegneri nei campi della microelettronica e dell’automotive. SAT ha sviluppato PREDICTS, famiglia di algoritmi brevettati per prevedere l’addormentamento del soggetto, che generano un allarme relativo alla transizione dallo stato di veglia a quello di sonnolenza, basandosi sui parametri vitali misurati tramite sensori. Un contributo fondamentale a una problematica concreta, che tocca tutti da vicino. Nello specifico, un’applicazione pilota è in corso da gennaio su una flotta di veicoli pesanti, i cui guidatori professionisti sono dotati di uno smartwatch Garmin per il monitoraggio dei parametri vitali. Uno studio importante, che ha permesso a SAT di vincere il Garmin Health Awards 2023.

La staffetta per Obiettivo3 con le smart bike di Garmin

Durante la tre ore di Garmin, a fare da sottofondo eccezionale ai talk si è svolta la pedalata benefica per Obiettivo3, animata da Fabio D’Annunzio e Tania Branzanic. Una staffetta virtuale per completare 300 chilometri in favore dell’associazione e consegnare simbolicamente a Padova, dove Obiettivo3 ha sede, la donazione devoluta dal brand statunitense. Gli oltre trecento chilometri sono stati percorsi da: Norma Gimondi, Fabrizia D’Ottavio, Cristian Cucco, Davide Camicioli, Stefano Baldini, Davide Cassani, Antonio Bigi, Nicolò Famiglietti, Giulio Molinari, Roberto Grimoldi, Alessandro Morolla, Gianpaolo Favero, Francesco de Maio, Andrea Berton, Gabriele Maifredi. A tagliare il traguardo un quintetto d’eccezione, un palmares di medaglie incredibile: Filippo Ganna, Vincenzo Nibali, Alessandro Ballan, Elia Viviani e Marco Aurelio Fontana.

Al termine di questa grande pedalata, ogni ciclista e ospite ha apposto la sua firma su uno Smart Trainer Tacx NEO 2T, ora un vero e proprio oggetto da collezione che sarà in palio in un contest su Strava che Garmin lancerà nei prossimi giorni.

“Per Garmin è stato un grande onore poter raccogliere tutti questi nomi eccellenti attorno a una causa così importante. Supportare Obiettivo3 con la nostra tecnologia e insieme a tutta la famiglia Garmin è stata un’emozione unica e irripetibile, che solo lo sport e la passione sono capaci di generare. Un’energia che si è sentita riverberare forte e cristallina dal palco alla staffetta e fino al pubblico, che quest’anno per la prima volta ha potuto assistere all’evento che per noi è il completamento perfetto di un anno importante”, ha commentato Stefano Viganò, amministratore delegato di Garmin Italia.

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