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Dopo l’annus horribilis che sta per concludersi, lo scacchiere internazionale delle fiere ha preso forma. Alcuni dubbi (almeno nella testa degli operatori) continuano ad aleggiare. La mappa fieristica è stata ridisegnata, non solo per le manifestazioni legate ai mondi delle tecnologie e dell’entertainment. Gli slittamenti (e le cancellazioni) hanno coinvolto tutti i settori del business e non potrebbe essere altrimenti. Le “finestre” nel calendario sono ristrette: comporre il mosaico non è stato (e non sarà in caso di necessario adeguamento) un esercizio facile, a fronte delle tante incertezze che persistono.

Fiere: il calendario delle nuove tecnologie

Cominciamo con le conferme, ossia con le date delle fiere più note e da tempo riallineate nei mondi Ict e consumer electronics. Il Ces di Las Vegas è confermato a gennaio (dall’11 al 14) ma sarà fruibile solo ed esclusivamente in versione digitale. Non serve dilungarsi sulle ragioni data l’evidente (e purtroppo) sempre attuale emergenza Covid-19 negli Stati Uniti. Un esperimento intorno al quale non mancano le perplessità. Ma tant’è. Guardando invece a questa sponda dell’Atlantico, Mwc 2021 da tempo ha fatto sapere che il rendez-vous di Barcellona è stato messo in agenda in piena estate: dal 28 giugno al 1° luglio. Insomma, un posticipo di tre mesi abbondanti rispetto ai canoni tradizionali. Dalla Spagna alla Germania il salto è più breve del previsto. L’edizione 2021 di Ifa è prevista (con ritorno alla formula “tradizionale”, così almeno si spera dalle parti della Porta di Brandeburgo) dal 3 al 7 settembre.

Le scelte della Germania

Ma a proposito di Germania, il risiko delle fiere non è meno articolato e complicato. A Colonia è stata cancellata (a fine gennaio) Ism, la rassegna internazionale del settore dolciario, che vedeva un aorte presenza di player italiani. Dopo un lungo tira e molla anche Prowein ha dovuto alzare bandiera bianca. Inizialmente l’ente organizzativo aveva puntato su un formato esteso e spalmato in cinque giorni dal 19 al 23 marzo. ma appariva ben chiaro – dopo la decisione di Vinitaly di scalare dal 20 al 23 giugno – che si trattava di una scelta davvero azzardata quella tedesca. E infatti la manifestazione è stata addirittura cancellata e posticipata al 2022. Sinceramente la notizia era dir poco attesa. Tanto più che, ad esempio a Norimberga si è stabilito di posticipare la storica fiera del giocattolo, Spielwarenmesse, in piena estate (anziché a fine gennaio) e di far andare in scena in versione totalmente digitale la rassegna mondiale del biologico, cioè Biofach, dal 17 al 19 febbraio.

Fiere: i “nodi” (irrisolti) dell’Italia

Venendo all’Italia, non sono mancati ribaltamenti e/o aggiornamenti. Restano fissate a maggio le due fiere competitor del mondo food (sia detto con il massimo rispetto, ci pare una semplice assurdità) al secolo Cibus (Parma, dal 4 al 7 maggio) e Tuttofood (Milano dal 17 al 20 maggio). Un duello rusticano che rischia di generare ampliare svariate problematiche. Dopo questo 2020, l’Italia brilla per non riuscire a fare sistema. In verità – anche in questo caso in modo più forzoso che altro – gli enti fieristici di Bologna e Rimini stanno mettendo a punto una vera e propria integrazione. Ma per il resto, l’Italia dei “campanili” sembra prevalere. Il vero stravolgimento nell’assetto delle fiere italiane è invece legato al Salone del Mobile. L’evento più importante del nostro Paese trasla di ben cinque mesi. L’edizione 2021 si farà dal 5 al 10 settembre. Stiamo parlando una manifestazione strategica e centrale che muove un indotto incredibile. E che coinvolge molti brand anche del settore del consumer elettronica e in particolare del mondo cucina. Insomma, dopo il giro a vuoto del 2020 nessun ente fieristico può permettersi inghippi o intoppi Specialmente quando si parla di grandi piazze e città.