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Il tema delle fake news è sempre più evidente e richiede interventi tempestivi, ma al tempo tesso organici e strutturati. L’attualità drammatica della guerra tra Russia e Ucraina ha posto in evidenza la “certezza” dell’informazione e la sua centralità per essere affidabile e riconoscibile. Impegnata su questo argomento da tempo, la Commissione Europea ha deciso di accelerare e soprattutto di andare a stringere le misure. Frutto di questa strategia è l’annuncio della creazione di un nuovo Codice di Condotta in ordine al tema della disinformazione. Si tratta di un’evoluzione del codice originario che risale al 2018: e sull’iniziativa c’è già la firma di 33 player, tra cui alcune Big Tech: Google, Facebook (Meta), Microsoft, o TikTok.

Fake news: i provvedimenti del nuovo codice

Nella revisione del testo che da vita al nuovo codice, a seguito del cambiamento di scenario repentino, l’Ue ha inserito il taglio a incentivi finanziari alla disinformazione, azioni incisive per fermare comportamenti manipolativi come account falsi, ‘bot’ o la diffusione di disinformazione, maggior fact-checking. A tutto questo si aggiunge la creazione di un centro e di una task force per la supervisione e implementazione del codice. Thierry Breton, commissario europeo al Mercato interno, ha sottolineato: “Le piattaforme molto grandi che violano ripetutamente il Codice contro la disinformazione e non attuano correttamente le misure di mitigazione del rischio rischiano multe fino al 6% del loro fatturato”. Il nuovo Codice – sempre nelle parole e nelle aspettative del Commissario Europeo – dovrà essere opportunamente dal Digital è il cuore delle iniziative in ambito digitale in materia di commercio elettronico non idoneo, contenuti illegali, pubblicità poco trasparente e disinformazione.