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Facebook vs Twitter: chi vince la battaglia social? Breve profilazione dei social

 

facebook registra aumenti e numeri da capogiro ogni anno che passa, Twitter arranca, Whatsapp massifica. Quali sono i perché e i profili degli utenti che producono queste cifre.

Ore 9:00 prima storia su Instagram, ore 10:30 scrollo Twitter per le ultime notizie e la rassegna stampa in 280 caratteri, ore 13:00 ho già inviato decine di messaggi su Whatsapp, aperto la bacheca di Facebook almeno due volte, ascoltato Spotify e usato almeno una volta tutti i social network a cui sono iscritta.

Esagerato? Forse, ma fate i conti di come fruite informazioni, conversazioni, musica e quant’altro e il vostro conteggio sarà simile al mio.

L’uccellino di Twitter, la macchina fotografica di Instagram, il blu e bianco di Facebook, il telefono di Whatsapp…è praticamente impossibile che qualcuno, dai tredici anni in poi, non ne abbia mai usato uno almeno una volta.

Ogni Social Network ha una propria peculiarità e attira un pubblico diverso, alcuni godono di ottima salute mentre altri si fanno largo claudicando. Nell’era social tutto cambia molto velocemente e se una cosa fino a ieri poteva funzionare ora è già passata di moda.

Facebook il più amato

La popolazione di Facebook, in termini di utenti attivi ogni mese, supera quella cinese (2 miliardi contro poco meno di un miliardo e quattro).

 

Controllando il social bianco e blu, Instagram e Whatsapp l’azienda di Zuckerberg ha un pubblico di utenti che va dall’adolescenza alla pensione.

In Italia sono 30.000.000 coloro che ogni mese accedono a Facebook passando, in media, quasi 15 ore ogni 30 giorni a leggere contenuti, notizie, intrattenersi e comunicare. Il numero è impressionante, non solo perché corrisponde al 50% degli italiani ma perché dimostra una penetrazione del 97% dal momento che gli utenti mensili di internet sono circa 31 milioni e del 100% su base giornaliera con 24 i milioni di italiani che accedono al social.

Facebook per chi?

Il pubblico di Facebook è estremamente vario, si divide in 48% di donne e 52% di uomini per un 66% di utenti over 30.

Il massimo incremento si registra tra le fasce più mature della popolazione mentre vi è un calo, 5%, solo tra gli adolescenti.

Facebbok raggiunge qualunque persona, dal lavoratore allo studente, copre tutti le classi sociali e le occupazioni. Con un pubblico così ampio non c’è da stupirsi che già 1,5 milioni di aziende lo usi come piattaforma pubblicitaria.

Instagram, il gioco dei millennials

Storie di 8 secondi per raccontare la giornata, foto che cambiano con un filtro, milioni di cuoricini al giorno e illimitate interazioni tra gli utenti di tutto il mondo.

14 sono i milioni di utenti attivi al mese in Italia, 800 nel mondo, con un aumento da aprile a settembre di circa 100 milioni.

È il secondo social media preferito dagli italiani, è un diario visivo della propria giornata che permette di mostrare in tempo reale le proprie esperienze o di seguire personaggi famosi e influencer.

Instagram per chi?

Instagram è il regno degli influencer, amati dalle aziende per sponsorizzare prodotti, pubblicizzare contenuti e raggiungere un pubblico più giovane rispetto a quello di Facebook, un’audience che per oltre il 50% non supera i 30 anni.

Instagram parla ai millennials, per questo oltre un milione di aziende usa il social come nuova piattaforma pubblicitaria per fidelizzare e farsi conoscere da un pubblico nativo digitale, abituato e consapevole di vivere a stretto contatto con la tecnologia.

Twitter, l’uccellino fa fatica a volare

È dal 2016, con il primo articolo del NewYorker che si prepara il necrologio dell’uccellino blu. Molti si chiedono se valga ancora la pena di esserci su Twitter visto che il social ha visto negli anni il suo pubblico, le sue quote e i suoi contenuti crollare vertiginosamente.

Al momento Twitter ha tra i 300 e i 350 milioni di utenti fissi al mese con una media di 7 milioni di profili attivi quotidianamente in Italia.

Perché Twitter è in declino? 

Le ragioni sono diverse a cominciare dall’avvento di Instagram che ha battuto il social di condivisione di video Vine proposto da Twitter.

Alle aziende non piace poiché alcune caratteristiche del medium, in primis l’uso di massimo 280 caratteri, rendono difficile l’attuazione di strategie di marketing.

Twitter deve recuperare un ritardo tecnologico incommensurabile nella proposta e pubblicazione di pubblicità che mal si adattano ai tweet.

Twitter per chi?

Twitter è il media dell’informazione, delle partite di calcio, delle manifestazioni e dei concerti.

Se si vuole sapere cosa succede nel mondo o se si vuole essere i creatori di notizie Twitter è indispensabile.

Twitter è deputata a raccontare il mondo e quello che vi accade, viene raccontato nelle scuole di giornalismo e fa da intermediario tra la notizia e chi la diffonde.

Twitter non piace a tutti, il suo uso è poco immediato e alle immagini preferisce i caratteri ma purtroppo o per fortuna è ancora vivo e, per alcuni, indispensabile.

Whatsapp e il messaggiare 2.0

Rispetto all’anno precedente Whatsapp è cresciuta del 19% raggiungendo 1,2 miliardi di utenti al mondo e 22 milioni solo in Italia.

Messanger, Skype e Telegram piacciono ma non quanto Whatsapp che si attesta come prima app di messaggistica. In Italia la usiamo per chiamare, videochiamare, messaggiare e comunicare stati arrivando a una media di 11 ore e 30 minuti al mese.

Whatsapp per chi?

Tutti, indistintamente.

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