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Sin dal suo inizio, la crescita degli utenti di Facebook è stata a ritmi elevati e centrale per definire il modello di business della piattaforma, dunque per sviluppare le opportunità di ricavo. Ma i più recenti dati fiscali hanno evidenziato il primo calo trimestrale in assoluto degli utenti giornalieri a livello globale, insieme a un incremento degli annunci pubblicitari inferiore al previsto. Tanto è bastato per fare precipitare le azioni di Meta di circa il 20%.

Il massiccio calo del valore azionario ha impattato sulla capitalizzazione: è stato istantaneamente spazzato via circa 200 miliardi di dollari di valore di mercato. A ulteriore dimostrazione, come se fosse davvero necessaria, che il rebranding di Facebook in Meta non è sufficiente per distrarre gli investitori dai problemi congeniti nel core business dei social media. 

Non solo la crescita degli utenti su Facebook, Instagram e WhatsApp è stata sostanzialmente piatta nell’ultimo trimestre, ma l’app principale di Facebook ha perso 1 milione di utenti giornalieri in Nord America, la zona in cui la piattaforma vanta i maggiori guadagni attraverso la pubblicità. Il calo ha portato a una diminuzione complessiva media degli utenti giornalieri di Facebook a livello globale, che un portavoce dell’azienda ha confermato essere il primo calo sequenziale nella storia dell’azienda.

Facebook non raggiunge più la meta

Il calo a quota 1,929 miliardi di utenti giornalieri da 1,93 miliardi del trimestre precedente può apparire basso ma è un riflesso della perdita o della mancanza di rilevanza di Facebook tra gli utenti più giovani. Meta non rivela il numero di utenti di Instagram, ma gli utenti giornalieri complessivi di tutte le app sono saliti a 2,82 miliardi, sostanzialmente un incremento di solo 10 milioni di utenti dal terzo trimestre.

Meta è ancora estremamente redditizia: nel 2021 ha realizzato quasi 40 miliardi di dollari di profitto, principalmente dalla pubblicità. Ma sta anche perdendo miliardi su Reality Labs, la divisione responsabile del progetto Oculus, che ha in capo i prodotti Quest, il software VR, gli imminenti occhiali AR e una serie di altre iniziative fortemente virate al metaverso. Metaverso che, dopo l’abbandono della criptovaluta Diem, è il progetto di riferimento di un cocciuto Mark Zuckerberg.

Questa divisione avveniristica ha totalizzato perdite per 10,2 miliardi di dollari nel 2021 e ha registrato un fatturato di 2,3 miliardi di dollari. Per la cronaca, in quest’ultimo dato relativo agli introiti sono annoverate le vendite di Quest e gli acquisti di app in VR. Meta non ha ancora rivelato il numero di vendite di Quest, anche se stime di terze parti indicano una cifra non superiore a 10 milioni di unità in tutto il mondo. In una conversazione con gli investitori, Zuckerberg ha affermato che il prossimo visore VR di Meta sarà rilasciato entro la fine del 2022 e sarà posizionato nella “fascia alta”. Quindi avrà un prezzo molto meno democratico rispetto al Quest 2, peraltro non così conveniente.

Zuckerberg è stato chiaro nella sua intenzione di aumentare la spesa per Reality Labs negli anni a venire e che vede una combinazione di AR e VR come la prossima grande piattaforma che permetterà la trasformazione completa da Facebook a Meta. È chiaro che il problema più grande che Meta deve e dovrà affrontare è il business dei social media, trovando nuovi modi che determinino un giro d’affari sufficiente per sostenere gli investimenti.