Facebook cambia il News Feed per dare più spazio ad amici e parenti. I pro e i contro

OTL

Nuova (attesa) rivoluzione in Facebook. L’area Notizie cambia algoritmo e dà precedenza ai post di familiari e amici. Diciamocelo francamente: era ora! Sfogliando il flusso delle news si è quindi bombardati da una proliferazione di cose poco utili o interessanti, mai realmente originali, che vanno a togliere spazio e tempo ad altro di qualità. Ciò funziona bene in un’ottica di atteggiamento “curioso” nei confronti della vita altrui ma ha anche concesso uno spazio eccessivo a messaggi veicolati solo a scopi promozionali oppure alle fake news.

Preso atto di ciò, il nuovo algoritmo che guiderà la sezione Notizie prevede un ritorno al passato, rimettendo al centro la logica delle interazioni significative tra le persone. Ossia, avranno priorità ciò che pubblicano amici e parenti e saranno limitati i contenuti passivi, quelli cioè che non richiedono interazione. Spiega Mark Zuckerberg: “Vogliamo essere divertenti e utili”. Mentre il direttore della ricerca di Facebook David Ginsberg dice che “l’interazione acquista significato ed è più soddisfacente quando avviene tra persone vicine tra loro”.

Pro

Alla base c’è la logica di fondo di spronare le persone ad essere più partecipative e interattive con ciò che si trovano in homepage. Questo perché alcuni studi hanno dimostrato come la passività nei confronti dei contenuti di fatto si trasformi in un malessere effettivo e in disturbi concreti. Altro elemento cardine, sempre spiegato da Zuckerberg, verte sulla possibilità delle persone di passare meno tempo su Facebook ma di aumentare la qualità dei minuti trascorsi sul social.

Chi ne farà le spese saranno, a conti fatti, le pagine pubbliche che si vedranno ridurre sensibilmente la superficie temporale e spaziale nel News Feed. Per contro, questa maggiore focalizzazione sulle relazioni effettive permetterà a Facebook di raccogliere dati ancora più precisi sui gusti degli utenti. In ultima analisi, saranno ulteriormente potenziati gli strumenti pubblicitari messi a disposizione dalla piattaforma.

Contro

Non tutto però appare così lineare. Perché questi interventi mostrano il fianco ad alcune critiche. Torna sempre minacciosa l’ombra che certi interventi vadano ad alimentare fenomeni come le filter bubble o le cosiddette echo chamber, ossia gruppi omogenei di utenti per opinioni e punti di vista.

Questo meccanismo è generato dalla selezione algoritmica di contenuti e argomenti che rafforzano le idee dell’utente, evitando lo scambio e il confronto con chi la pensa diversamente. In più, questa maggiore priorità data a persone vicine all’utente potrebbe influire negativamente su un approccio oggettivo alle notizie, alimentando ulteriormente il fenomeno delle fake news.