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Elon Musk ritratta e abbandona la causa contro OpenAI

Elon Musk ha ritirato la causa contro OpenAI e nei confronti dei due dei cofondatori della società, Sam Altman e Greg Brockman, presso il tribunale dello stato della California. La decisione di Musk di archiviare la causa è arrivata appena un giorno dopo aver criticato pubblicamente OpenAI nell’ambito della partnership con Apple per la sua integrazione con Intelligence. Il caso è stato archiviato senza colpo ferire, secondo una documentazione giudiziaria ottenuta dalla CNBC. A febbraio, Musk aveva intentato una causa contro OpenAI, Altman e Brockman – rispettivamente l’attuale CEO e presidente di OpenAI – per violazione del contratto e del dovere fiduciario. In questi giorni era prevista l’udienza a San Francisco, nella quale il giudice avrebbe dovuto valute se il caso debba essere archiviato come richiesto dagli imputati.

Gli esperti hanno detto alla CNBC a marzo che il caso era costruito su basi legali discutibili, perché il contratto al centro della causa non era un accordo scritto formale firmato da tutte le parti coinvolte. Elon Musk aveva affermato che il primo team di OpenAI aveva deciso di sviluppare  l’intelligenza artificiale generale , o AGI, “a beneficio dell’umanità”, ma che il progetto era stato trasformato in un’entità a scopo di lucro ampiamente controllata dal principale azionista (Microsoft).

Elon Musk aveva utilizzato gran parte della denuncia di 35 pagine (più i documenti allegati) presentata a marzo per ricordare al mondo la sua posizione di finanziatore e co-founder di una startup (OpenAI) che nel giro di meno di due anni ha letteralmente cambiato il mondo e ha avuto un impatto gigantesco su qualsiasi comparto di mercato e sociale.

″È certamente una buona pubblicità a beneficio di Elon Musk” – disse all’epoca alla CNBC Kevin O’Brien, partner della Ford O’Brien Landy LLP ed ex assistente procuratore degli Stati Uniti – “Non sono sicuro però della parte legale”. L’anno scorso, Musk ha lanciato la sua startup AI e concorrente di OpenAI, xAI, che il mese scorso ha annunciato un round di finanziamento di serie B da 6 miliardi di dollari. Tra gli investitori figuravano Andreessen Horowitz, Sequoia Capital e Fidelity Management & Research Company.

xAI cerca di “comprendere la vera natura dell’universo”, secondo quanto scritto il sito web. L’anno scorso, xAI ha rilasciato un chatbot chiamato Grok, che secondo la società è modellato sulla “Guida galattica per autostoppisti”. Il chatbot ha debuttato con due mesi di formazione e conosce Internet in tempo reale, afferma l’azienda.

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