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E-commerce alla sfida del 2021. Finalmente archiviato – anche scaramanticamente – il 2020 che ha scatenato un boom “obbligato” per gli acquisti online, quali le prospettive? I primi indicatori che giungono dall’altra parte dell’Oceano lasciano capire che il numero di acquirenti digitali è destinato a crescere. Si dovrebbe raggiungere la soglia di 2,14 miliardi di consumatori, un valore in rialzo rispetto al 2020. In sostanza, una persona su quattro acquisterà online. Non solo: nel prossimo biennio le vendite globali del canale e-commerce per i beni di largo consumo diventeranno un’opportunità dal valore di 400 miliardi di dollari. E i colossi, Amazon e Alibaba in testa, si stanno già sfregando le mani. Infine, secondo quanto riferito dal Nasdaq – la borsa statunitense delle big tech – le previsioni delineano che entro il 2040 il commercio elettronico faciliterà fino al 95% degli acquisti.

E-commerce e l’Italia

Si diceva del boom sulle ali della pandemia che ha scandito il successo per l’e-commerce. Tra il 2019 e il 2020, la navigazione da desktop è arrivata a 38,5 milioni di utenti unici al mese. L’85% della popolazione web ha utilizzato il mobile per fare shopping, il 34% lo usa spesso e il 14% sempre. In Italia, il 48% dei consumatori ha incrementato gli acquisti online, modificando la tipologia di prodotti comprati, oltre ai luoghi di acquisto. Nel nostro Paese i consumatori digitali ammontano a 38 milioni. Cifra che dovrebbe raggiungere il target di 41 milioni entro i prossimi tre anni, al 2023. Con l’emergenza Covid-19 a trainare l’e-commerce sono stati gli acquisti di prodotti di largo consumo venduti (+81%) rispetto allo stesso periodo del 2019. In generale, il gap con altri paesi europei – anche per quel che concerne le attività delle piccole e media imprese che vendono online – resta evidente. Tuttavia, le distanze si stanno accorciando. Dunque, gli operatori sono chiamati a gestire questo cambiamento in modo professionale e qualificato. Che significa affrontare la competitività avvalendosi di professionisti qualificati – ad esempio, web content editor o category manager – in grado di fare la differenza.