snapchat
ims22

Snap, il titolo della holding della piattaforma social Snapchat, è letteralmente crollato (di oltre il 30%) a Wall Street, ripercutotendosi anche su altri brand del settore hi-tech: Meta, Pinterest, Alphabet (Google), Amazon, Apple, Twitter e Netflix. Il tutto con l’indcie Nasdaq che nel volgere di poche ore si è mangiato tutto quanto incamerato al rialzo nella giornata di ieri 23 maggio. Ma quali le cause che stanno determinando il tracollo di Snap? Il ceo dell’azienda, Evan Spiegel, in una nota ai dipendenti dove ha lanciato un allarme su crescita e fatturato per il trimestre in corso, ha attribuito le “colpe” principalmente all’aumento dei tassi, inflazione e supply chain. Ma c’è chi, come nel caso del senior analyst di Oanda Jeffrey Halley, evidenzia qualche perplessità dicendo: “La colpa è stata ripartita tra i soliti sospetti, l’aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse, la carenza della catena di approvvigionamento e l’impatto del conflitto in Ucraina. Ma non è ancora chiaro di come tutto questo possa influire su un’azienda che monetizza sui selfie scattati 24 ore su 24, per l’appunto su Snapchat”.

Snapchat, calano le entrate della pubblicità digitale

Dopo il continuo calo del titolo delle ultime settimane, gli investitori hanno quindi deciso, nel trading after-hour, di vendere immediatamente le azioni in possesso, facendo crollare Snap di oltre il 30%, con le azioni che sono scese fino al prezzo di 15,80 dollari per azioni. Un calo che sta proseguendo portando il valore dell’azione (per ora) al di sotto dei 14 dollari. Per la cronaca, vale la pena ricordare che durante lo scorso autunno le azioni di Snap avevano raggiunto il livello record di oltre 80 dollari per azione.  La situazione di crisi – e di profondo crollo del titolo – costringe l’azienda a rinunciare a quasi tutti i guadagni ottenuti durante la pandemia, momento in cui gli utenti hanno deciso di utilizzare app come Snapchat per passare il tempo, aumentando così le fortune di questi player.  A incidere adesso c’è la flessione dei ricavi ottenuti dalla pubblicità digitale. Lo si è visto anche per Meta. A ciò si deve anche aggiungere che Snap sta incontrando diversi problemi con le modiche imposte da Apple al software degli iPhone, costringendo tutte le aziende del settore a dover ripensare la propria attività di pubblicità digitale.