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DMA: il presidente del Tribunale Ue si aspetta un’ondata di contenziosi dalle Big Tech

Sul DMA (Digital Markets Act) à intervenuto Marc van der Woude, presidente del Tribunale dell’Unione Europea, (che fa parte della Corte di Giustizia dell’Unione europea, CGUE). Il quale, dal prossimo mese di settembre, si aspetta un’ondata di contenziosi da parte delle Big Tech contro il DMA . Il Digital Markets Act, fortemente voluto dalla Commissione Europea presieduta da Ursula von der Leyen, è chiamato a classificare le piattaforme online con oltre 45 milioni di utenti come gatekeeper, unitamente ad altri criteri.

DMA, il tema dei gatekeeper e le reazioni delle Big Tech

Secondo il massimo esponente del Tribunale Ue i giganti della tecnologia probabilmente potrebbero produrre un’ondata di contenziosi prevista la fine del 2023. L’elenco dei gatekeeper a cui si applicherà il DMA dovrebbe essere annunciato il 6 settembre e dovrebbe includere Google, Apple, Meta, Amazon, Microsoft. E dunque Marc van der Woude paventa l’ipotesi che la maggior parte di questi sarà pronta a dare battaglia legale presso il Tribunale generale con sede in Lussemburgo. Il monito arriva alla luce delle pressioni che sono state esercitate – ad esempio da Google e Apple – contro il DMA. Che lo stesso presidente del Tribunale, durante la fase di completamento del dispositivo, lo aveva così definito: “È un organismo vivente, il DMA, è sotto costante revisione: gli obblighi saranno rivisti. Quindi, se posso chiamarlo così, sarà il paradiso degli avvocati”. Vedremo. In molti, tuttavia, sostengono che le aree di controversia si concentreranno probabilmente sulla designazione del gatekeeper e sulle specifiche dei loro obblighi, tra le quali la notifica delle acquisizioni alla Commissione Europea, affinché si possa verificare se gli accordi sono in grado di soddisfare i parametri del controllo normativo.

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