Samsung pc

Una decisione netta e precisa. Nel corso del 2021 Walt Disney Company prevede di chiudere 100 dei suoi canali Tv internazionali. Come. Adire che il futuro è nel segno dello streaming e dei servizi, con ovviamente Disney+ in bella evidenza. Con questa scelta strategica in totale si raggiunge la quota di ben 130 reti che vanno in archivio (per 30 era accaduto già bel 2020). A certificarlo ci ha pensato il ceo Bob Chapek in occasione del J.P. Morgan Global Technology, Media and Communications Conference.

Disney+ la portabandiera

Dunque, in un mercato che sta cambiando repentinamente, la company dell’entertainment si focalizza con decisione sulla piattaforma proprietaria Disney+. Che ha già superato la soglia di 100 milioni di abbonati in tuto il mondo in soli 16 mesi dal debutto del novembre 2019 avvenuto negli Usa, mentre in Europa nel marzo 2020.In sostanza Disney+ ha scalato velocemente le sottoscrizioni, con un ritmo decisamente più potente di Netflix. Il colosso di Los Gatos ha in pancia il doppio di abbonati, ma ha impiegato un decennio. Il successo collezionato viaggia sull’onda dei sei universi che compongono l’offerta, riconducibile a brand quali brand Disney, Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographic e Star. Insomma, il cavallo su cui Bob Chapek ha deciso si puntare è questo, nonostante i profitti di alcune delle reti televisive tradizionali della Disney contribuiscano a pagare la programmazione sui suoi servizi di streaming, che includono Hulu ed ESPN + negli Stati Uniti. 

La chiusura degli Store non solo in Italia 

Ma non è tutto. Specialmente in Italia. Infatti, a seguito della drammatica stagione pandemica (ma non solo) Disney ha annunciato che presto chiuderà i suoi 15 Disney Store presenti in Italia. Da quello storico di Milano in corso Vittorio Emanuele a Milano al più recente dislocato presso Il Centro di Arese. Per altro, la società è stata messa in liquidazione il 19 maggio: a rischio ci sono circa 230 dipendenti. La decisione infine non dovrebbe colpire solo il nostro Paese. Progressivamente la rete sarà dismessa (in totale 60 punti vendita) in Europa e gli Stati Uniti. L’obiettivo di Disney? Puntare principalmente sull’e-commerce.