PALADONE

Disney+ (con il mondo streaming) pesa. Tanto. Troppo. Almeno così ha pensato il consiglio di amministrazione della major di Topolino, arrivando a decidere con effetto immediato un repentino cambio al vertice. Alla guida del colosso dell’entertainment torna così Bob Iger, un veterano di Disney, mentre Bob Chapek è stato costretto a fare le valigie in un amen, benché gli fosse stato rinnovato il contratto. Questa la comunicazione del board di Disney guidato da Susan Arnold: “Abbiamo concluso che mentre Disney si imbarca in un periodo di sempre più complessa trasformazione nel settore, Bob Iger è unicamente qualificato per guidare l’azienda durante cruciale momento. Ringraziamo Bob Chapek per i suoi servizi”. 

Disney+, un buco di 1,5 miliardi di dollari

Bob Chapek – che in Disney aveva lavorato prima nel business dei dei parchi tematici ha pagato – secondo i vertici – la sua incapacità a gestire il succedersi delle crisi, che hanno prodotto anche pesanti controversie in termini politici e manageriali. Ma oltre a questo, a pesare e in modo rilevante, sono le performance dell’ultima deludente trimestrale che ha evidenziato ingenti perdite sul versante dello streaming con la piattaforma Disney +. I numeri del quarto trimestre dell’esercizio fiscale archiviato lo scorso 31 settembre hanno evidenziato risultanze inferiori sia per utili, sia per quel che concerne il fatturato, con un passivo da quasi 1,5 miliardi di dollari nello streaming. Un “rosso” impossibile evidentemente da trascurare. La sofferenza di Disney+, il cui business secondo Bob Chapek sarebbe passato in attivo entro il 2024, a fronte dei mutati scenari economici e di crisi è parso decisamente nebuloso e rischioso per il consiglio di amministrazione. Nei mesi scorsi non erano mancati attriti anche con alcuni investitori, e in particolare con Daniel Loeb del fondo Third Point che spingeva per l’attuazione di riforme, unitamente a uno spin off della controllata nello sport Espn. E ancora, durante la cosiddetta recente call con gli azionisti, è stato notato un eccesso di tentennamenti da parte dello stesso Bob Chapek in relazione alla sua visione per trovare soluzioni incisive alla crisi incalzante. Insomma, colui che aveva collocato al centro del presente e del futuro di Magic Kingdom proprio lo streaming, non ha saputo trovare gli opportuni accorgimenti per un’area di business che attualmente perde. E parecchi dollari.