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Disney +, la batosta in India nel segno del cricket e il (possibile) dominio dello streaming

Disney+ alle prese con la difficile partita indiana.  La piattaforma streaming del colosso della Casa di Topolino sta facendo i conti con un’autentica batosta registrata nel grande paese asiatico. Ed ora, secondo quanto riportato dalla testata Bloomberg, starebbe lavorando alacremente per riassettare le proprie attività, cedendole totalmente o parzialmente. Il tutto per colmare il pesante buco accumulato. Ma come mai? Che cosa è successo? La lezione che è stata inflitta al gruppo guidato da Bob Iger accende più di un campanello d’allarme per le tante Big Tech del Vod. Riepiloghiamo quanto accaduto.

Disney+ e le perdite sul mercato indiano

Disney + ha dovuto affrontare una pressione crescente a causa dell’emergere della piattaforma di streaming JioCinema di Reliance Industries, che è gestita dall’uomo più ricco dell’Asia, Mukesh Ambani. Il quale ha deciso di offrire, mediante la sua piattaforma di streaming, l’accesso gratuito al torneo di cricket della Premier League indiana, i cui diritti digitali in precedenza erano di proprietà della Disney. Una sassata vera e proprio, deflagrata pesantemente nell’andamento della piattaforma statunitense. Le cui operazioni economiche e finanziarie – le più grandi lo scorso anno a livello globale per numero di utenti – hanno registrato una perdita di 41,5 milioni di dollari su un fatturato di 390 milioni di dollari per l’anno terminato a marzo 2022. Ora il board guidato da Bob Iger sta cercando di trovare una soluzione, muovendosi in due direzioni. La prima: Disney ha tenuto colloqui con i miliardari indiani Gautam Adani e il proprietario di Sun TV Network Kalanithi Maran, nonché con società di private equity per vendere le sue attività di streaming e televisione nel paese, o di un mix di asset dell’unità, oppure non si esclude la definizione di una partnership. Le discussioni sono nelle primissime fasi. La seconda: Dinsey sta tentando di risollevare le proprie fortune in India offrendo cricket gratuito sugli smartphone, scommettendo che la strategia aumenterà le entrate pubblicitarie e compenserà l’impatto dell’esodo degli abbonati. 

Il monito per le piattaforme streaming

Un dato è certo: per i colossi dello streaming si stanno schiudendo le fasi più complicate per il business. La forza delle property detenute da alcuni (la semplice libreria cinematografica), come nel caso di Paramount, Warner Bros. e per l’appunto Disney, non è minimamente in discussione. Parimenti, per il mercato è difficile pensare di fare a meno di un player quale Netflix (non solo per le produzioni originale), piuttosto che di Amazon o Apple. Ma attenzione: il mercato corre alla velocità della luce. La fruizione dei contenuti si fa sempre più volatile. Siccome stiamo parlando di player globali, la sfida si fa articolata e richiede investimenti onerosi. Soprattutto perché in alcuni mercati prevalgono ancora le peculiarità in termini di gusti del pubblico: leggi ad esempio grandi eventi live e sportivi. Inoltre (leggi alla voce Indiia) stiamo parlando di territori non facili da approcciare e gestire sul lungo periodo. Il famoso detto secondo il quale “Il mercato è sempre più brande di te” è opportuno tenerlo ben presente. A qualsiasi latitudine c’è e ci sarà sempre un investitore capace di ribaltare il paradigma. Anche se deve affrontare i grandi nomi.

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