PURO
PURO

Diamo i numeri dell’Agenda Digitale in Italia

L’Italia è tra gli ultimi Paesi europei nei risultati raggiunti e nell’attuazione dell’Agenda Digitale. Dati alla mano per comprendere le cause e le soluzioni di questo divario.

Il DESI (Digital Economy and Society Index), indice creato dalla Commissione europea per misurare i progressi dei Paesi europei nella digitalizzazione, mostra che di 28 Paesi l’Italia è 25esima nell’attuazione dell’Agenda Digitale e 24esima per i risultati raggiunti. Gli stessi risultati sono stati registrati dal Digital Maturity Indexes (DMI), proposto dall’Osservatorio Agenda Digitale della School of Managament del Politecnico di Milano (www.osservatori.net) e che si basa su 118 indicatori a livello internazionale. Secondo quest’ultimo indice l’Italia è al di sotto delle medie europee nelle infrastrutture per la digitalizzazione, nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e delle imprese e nella cittadinanza digitale.

Secondo l’Osservatorio l’88% degli italiani possiede almeno un dispositivo tecnologico tra smartphone, computer portatile o fisso e tablet ma non sa come sfruttarne le potenzialità poiché dotato di scarse competenze digitali.

Gli italiani sfruttano la rete soprattutto per gestire comunicazioni, file e informazioni digitali mentre nella produzione di contenuti digitali o nella programmazione il numero di competenti non raggiunge nemmeno il 50% del totale (rispettivamente 45% e 15%).

Le competenze digitali appaiono essere un ambito di competenza dei Millennials mentre negli ultra 65enni queste subiscono un crollo.

L’85% dei cittadini ha un accesso a internet, connessione che sfrutta per informarsi, usare i social network, effettuare acquisti online e molto altro. Tuttavia bassissime percentuali di coloro che sfruttano il digitale accedeno alla rete per i servizi proposti dalla PA poiché ritenuti troppo complicati, soprattutto per le richieste digitali per bonus o contributi lavorativi o per la consultazione del fascicolo digitale del lavoratore. Gli italiani vorrebbero un sistema che gestisca automaticamente le loro richieste senza dover produrre documenti che attestano informazioni di cui la PA è già in possesso. “Molti servizi pubblici, più che essere offerti in digitale, dovrebbero sparire per effetto di una maggiore interoperabilità tra i sistemi di back-end delle PA. – commenta Alfonso Fuggetta – Più in generale, ogni procedimento amministrativo senza discrezionalità dovrebbe essere standardizzato e automatizzato. È necessario tuttavia che si investa con decisione nello sviluppo di Application Programming Interface pubbliche per concretizzare quanto auspicato dalla maggioranza degli italiani”.

La Pubblica Amministrazione, per rimediare e recuperare posizioni negli indici che vedono l’Italia agli ultimi posti nell’Agenda Digitale e per rispondere alle esigenze dei cittadinii, sta investendo nelle tecnologie digitali. Tra il 2013 e il 2015 ha speso circa 5,6 miliardi di euro e a fine 2018 potrà raccogliere i frutti di questi investimenti. Nella Finanziaria 2016 è stato richiesto un taglio della spesa pubblica digitale, entro il 2018, di 500 milioni di euro. Ciò sarà possibile grazie all’adesione di tutte le PA alle infrastrutture immateriali come SPID, ANPR e PagoPA, che produrranno un risparmio di 400 milioni di euro, e a interventi di ottimizzazione dei costi legati all’acquisto e alla gestione di soluzioni digitali, con un risparmio complessivo di 100 milioni di euro. Nello stesso periodo gli investimenti pubblici in tecnologie digitali delle PA aumenteranno del 15%, arrivando a 1,4 miliardi di euro e le spese effettuate tramite soggetti aggregatori cresceranno dagli attuali 1,4 a circa 2,4 miliardi di euro l’anno.

Secondo Mariano Corso, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale: “Oggi il digitale vale meno dell’1% nei bilanci della PA, ma rappresenta una delle poche leve in grado di rendere qualitativamente ed economicamente sostenibile il restante 99%.”.

Serve continuità quindi nella riduzione del divario digitale con gli altri Paesi europei per essere competitivi, all’avanguardia e capaci di sostenere le sfide future e di rendere competenti i propri cittadini.

PURO
GAMEPEOPLE
DIFUZED
FIZZ
PALADONE
OTL
CROCKPOT
MYSTERY BOX
SUBSONIC