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IWS21

Una trimestrale deludente quella di fine 2021. Stime al ribasso per ii primi tre mesi 2022. Così Netflix cade in borsa a Wall Street (Nasdaq). Il titolo paga dazio con ribasso di oltre il 20% nella giornata di oggi 21 gennaio. I numeri presentati hanno indotto alla preoccupazione gli investitori a causa della frenata in termini di crescita degli abbonamenti e di uno scenario competitivo destinato a farsi ancora più tosto. Più che non aver centrato il target di 8,5 milioni di nuovi abbonati nell’ultimo trimestre del 2021, fermandosi a 8,3 milioni, a pesare sono le stime fissate dal colosso di Los Gatos in relazione Q1 di questo 2022. Netflix prevede 2,5 milioni di nuovi abbonati, una cifra ben al di sotto rispetti ai 4 milioni “immaginati” dagli analisti di mercato.

Netflix e i numeri positivi del 2021

L’andamento degli abbonamenti di Netflix trimestre per trimestre dal 2016

Tornando ai numeri nello scorso esercizio 2021, Netflix ha superato la soglia di 18 milioni di nuovi abbonati, con un andamento decisamente rallentato rispetto al passato: basti ricordare che nel 2020 (anno in cui è esplosa la pandemia) la “Grande Enne” aveva incasellato ben 36 milioni di nuovi sottoscrittori. In termini di performance, comunque il 2021 è andato in archivio con un fatturato di 30 miliardi di dollari, vale a dire con un rialzo del 19% rispetto all’anno precedente. E il Q4 del 2021 ha cubato entrate per 7,7 miliardi di dollari. Infine, ’utile operativo è addirittura cresciuto del 35% a quota 6,2 miliardi di dollari.

I competitor in campo

Insomma, nonostante un anno comunque più che positivo, ad allarmare è la prospettiva per quanto concerne lo sviluppo dello streaming. La competizione si sta facendo particolarmente serrata. E se da un lato il gruppo guidato da Reed Hastings (complice l’aumento dei prezzi) sembra avere i conti a posto, i prossimi mesi saranno al calor bianco vista le armi che la concorrenza sta affilando. Netflix si conferma la leader di mercato su scala mondiale nello streaming video, con 222 milioni. La sua serie Tv, squid Game, è la più vista in assoluto. Ma i fronti aperti sono molteplici. Da Apple a Disney+, senza dimenticare Amazon Prime Video, stanno mettendo in campo opzioni e investimenti a dir poco ingenti. Le properties acquisite, unitamente alle library, si combinano con una grande capacità di varare stanziamenti a colpi di dollari per nuove produzioni. Un esempio?  La serie tv de “Il Signore degli Anelli”, in programmazione dal prossimo 2 settembre, voluta fortemente dal patron di Amazon, Jeff Bezos.