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Dazn, Sky e la Serie A: mamma, mi si è ristretto l’ascolto

Dazn e la Serie A: ancora ascolti in calo per la piattaforma streaming sportiva. Dopo le “fiammate” dei due turni precedenti (complice il derby di Milano) la sesta giornata del massimo campionato (in scena con turno infrasettimanale tra martedì e giovedì scorsi) è stata più simile a una mezza stecca che a una sinfonia. Il trend resta al di sotto di quello della stagione passata, almeno davanti agli schermi, mentre gli stadi fanno registrare una partecipazione di pubblico a dir poco straordinaria. Un dato per tutti registrato da chi era a San Siro, mercoledì scorso per Inter-Sassuolo: più di 70.000 spettatori.

Dazn e Sky, gli ascolti soffrono

Per Dazn il piatto piange anche per la sesta di Serie A da poco archiviata. Sulla piattaforma streaming, la sfida solitaria del martedì sera della Juventus contro il Lecce ha generato 1,158 milioni di spettatori, affermandosi come la gara più vista. Ha fatto il paio con la sfida che ha chiuso il turno (sempre in solitaria): quella tra Genoa e Roma, che ne ha raccolti 850mila spettatori. Poi si va dai 668mila di Inter-Sassuolo, ai 458mila di Cagliari-Milan (ne ha fatti di più, 519 mila, Sky). Appena sopra i 350mila gli spettatori per Napoli-Udinese. Il resto è mancia. Briciole, per le altre gare. E questo nonostante nell’ultimo periodo i broadcaster, Dazn in primis, abbiano intensificato la disponibilità a “trattenere” i clienti, con offerte last minute, che avevano manifestato l’intenzione chiudere il contratto o di cambiare operatore.

La spesa e la reazione dei consumatori

A questo punto vale la pena fare una considerazione. Nessuno discute il valore stimato di un abbonamento da 40-50-60 euro al mese per accedere al pacchetto delle dieci partite di Serie A più altri plus al contorno, unitamente a prodotti più o meno correlati. Ma vale la pena domandarsi chi è realmente interessato a investire dai 500 ai 700 euro all’anno per vedere così tante partite di calcio, specialmente in una fase economica e congiunturale che esercita pressioni sui consumatori. Si continua a dir e a scrivere che il tempo libero è talmente poco (e prezioso) che viene occupato in maniera completamente differente rispetto al passato. Bene: che se ne tenga conto. Sono convinto che se si dovesse all’assegnazione di una partita in chiaro e in Tv, (anche all’ora di pranzo della domenica e magari non proprio una partita sempre di cartello) gli ascolti sarebbero a dir poco lusinghieri. Così come accade con le sfide di Coppa Italia e di Champions trasmesse da Mediaset. Diciamo pure che la vita degli italiani, popolo di allenatori (oltre che di navigatori, santi ed eroi) è fatta anche di altre cose. Non si vive di solo sport, tanto meno di solo calcio.

Serie A: il bando per i diritti Tv 2024/2029

Intanto la Lega Serie A sta infittendo le trattative per il bando dei diritti 2024/2029. Pare che il prossimo 6 ottobre sia in agenda un nuovo incontro per cercare di sbloccare la situazione e trovare una soluzione per l’assegnazione, in grado di arrivare a un punto di incontro economico tra domanda e offerta. L’assemblea della stessa lega potrebbe decidere sul tema in data 9 ottobre. Ma è chiaro che, a fronte di un trend così poco eccitante, la partita dei diritti Tv si fa ancora più ingarbugliata.

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