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DAZN, pessima la prima. Inizio di campionato peggiore non poteva esserci per la piattaforma streaming. L’inizio delle Serie A, coinciso per la prima volta nella storia con il week end di Ferragosto, ha messo in luce svariate e diffuse problematiche per app e servizio tali da negare la visione delle partite a molti tifosi. Un debutto disastroso, tanto che sia la Lega di Serie A, sia una buona parte del mondo politico, si sono uniti al coro di proteste (veementi sui social) da parte di utenti e tifosi. Anche chi scrive, in vacanza con amici che hanno sottoscritto l’abbonamento a DAZN, lo ha potuto verificare con i propri occhi. Un’avventura riuscire a vedere Milan-Udinese e Inter-Lecce, semplicemente improponibile poter assistere a Fiorentina-Cremonese e Salernitana-Roma. Per non parlare dei blackout che hanno interessato Lazio-Bologna, e Spezia-Empoli. Sullo schermo una sorta di cartello/comunicazione che annunciava un “problema inaspettato”.

I nuovi accordi e l’aumento dell’abbonamento

Il servizio streaming di DAZN in questi mesi era stato oggetti di analisi e rivisitazioni. La piattaforma aveva fornito ampie rassicurazioni sotto il profilo tecnico, affinché si evitassero i soliti problemi della ormai tragicamente famosa “rotellina” che gira e non fa caricare il video della partita. Non solo. DAZN era stata anche ben supportata dalla stessa Lega di Serie A nel momento in cui aveva delineato i nuovi piani tariffari, con l’amministratore delegato Luigi De Siervo, che aveva dichiarato: “La Lega Serie A crede che il prodotto calcio abbia una grande forza commerciale. C’è stata una promozione l’anno scorso abbonandosi a 19 euro, ma poi è diventato 29 euro, il prezzo reale che è quello che c’è in tutta Europa. È il prezzo corretto per un campionato di 10 mesi e che ha 380 partite”. 

DAZN, utenti furiosi

Il tema dell’abbonamento – e ancor più del successivo accordo con Sky e Tim (al pari delle problematiche legati ai disservizi passati) – aveva indotto il Codacons a sollevare proteste e lamentele. Gli utenti fin da subito si sono incamminati sul sentiero di guerra per l’incremento dei prezzi: figuriamoci ora. Al di là delle rassicurazioni, che hanno accompagnato le scorse settimane, la situazione è implosa (più che esplosa) nuovamente. Il grande pasticcio della “prima” giornata di Serie A è diventato anche un caso politico, che sta interessando tutto il cosiddetto arco costituzionale: figuriamoci adesso che la data delle elezioni si avvicina e di colpo il calcio diventa ancor più tema di interesse nazionale. Dal Pd di Enrico Letta alla Lega di Matteo Salvini, passando per Carlo Calenda, è tutto un parlare di buffering o di intenzioni per sottoporre un esposto all’AgCom. Del resto, Winston Churchill lo ripeteva spesso: “Gli italiani vanno in guerra come se andassero a una partita di calcio, e vanno a una partita di calcio come se andassero in guerra”.

La risposta di DAZN: “Pronti gli indennizzi”

La risposta della piattaforma di streaming non si è fatta attendere. Oltre a un mea culpa, Dazn ha promesso anche degli indennizzi per chi non ha potuto fruire del servizio. Nella nota ufficiale dell’azienda si leggono anche alcuni motivi che hanno prodotto un simile disservizio, principalmente si fa riferimento a un’unica causa: “un evento di natura eccezionale che ha impattato alcuni utenti in diversi mercati in cui DAZN è presente”. Sarà, in Italia però questo “evento eccezionale” è stato di gran lunga più poderoso e impattante, forse perché ha toccato come una scossa elettrica i cuori e i sentimenti dei tifosi. Ecco la nota ufficiale di DAZN:

“DAZN è consapevole di quanto sia importante il proprio servizio per gli appassionati di sport, prendiamo questa responsabilità seriamente e ci scusiamo profondamente con tutti gli utenti che non sono riusciti ad accedere al proprio account durante il weekend. Si è verificato un evento di natura eccezionale che ha impattato alcuni utenti in diversi mercati in cui DAZN è presente”. È quanto si legge nella nota ufficiale comunicata da Dazn circa i disservizi capitati durante la prima giornata di campionato. Come soluzione temporanea, abbiamo predisposto un’alternativa per seguire le partite tramite un link che abbiamo trasmesso ai clienti. Abbiamo tecnici che stanno lavorando ininterrottamente per risolvere la situazione. Forniremo nuovamente un’alternativa per seguire gli eventi in diretta, ove necessario. In Italia, nel rispetto delle regole esistenti, provvederemo ad erogare un indennizzo a ciascun cliente interessato, che verrà corrisposto secondo modalità rese note nei prossimi giorni. È nostra responsabilità far sì che tutto funzioni. Questo l’impegno che ci prendiamo. Il Team di DAZN”, conclude la nota.

La lettera della Lega Calcio: “Danni agli utenti e al Campionato”

Le scuse di Dazn non sono bastate e nemmeno le spiegazioni. Ed ecco che compare la leggera vista in anteprima dall’Ansa nella quale si parla di “pregiudizio e danno irreparabile”, per i disservizi di ieri, e intima alla piattaforma di specificare “entro le 16 di oggi”, come “intende porre in essere ogni idonea azione per far si che i problemi tecnici vengano risolti (…) Questo in ragione del fatto che le gare in programma oggi vedono impegnate due società, Juventus e Napoli, con un grandissimo seguito di tifosi/utenti”.

La lettera prosegue spiegando che le promesse dell’azienda sono state disattese: «Le rassicurazioni da voi ricevute in vista dell’avvio del campionato con la vostra comunicazione del 2 agosto si sono dimostrate del tutte insufficienti e ci troviamo, ancora una volta, costretti a chiedervi conto dei gravissimi disservizi che hanno danneggiato la visione degli eventi da parte di numerosi utenti durante la prima giornata di campionato».

Inoltre, come riporta Open, Lega Calcio ha accusato Dazn di aver replicato gli stessi problemi dello scorso anno: «Danno ulteriormente aggravato dalla circostanza che si era materializzato già nella prima stagione sportiva e si è oggi ripetuto all’inizio della seconda stagione sportiva (delle tre) previste dal contratto di licenza (…) Con ogni più ampia riserva di azione e ragione di danno a tutela della scrivente Lega, delle società associate e degli utenti fruitori del prodotto audiovisivo».

Anche Agcom interviene su Dazn

Non sono mancate parole aspre nemmeno dall’Agcom che, in poche righe, ha sintetizzato un forte disappunto e il proposito di intervenire saldamente su Dazn per evitare il ripetersi dei disservizi. Così recita la posizione ufficiale scritta di Agcom:

“A seguito dei gravi disservizi registratisi durante le trasmissioni delle partite di calcio della prima giornata del campionato di serie A e delle numerose segnalazioni pervenute, l’Agcom ha chiesto con urgenza chiarimenti a Dazn su quanto accaduto e su come la società stia operando per evitare il ripetersi di disservizi in occasione della prossima giornata. Agcom ha anche chiesto a Dazn di provvedere celermente ad erogare gli indennizzi previsti dall’ultima delibera adottata dall’Autorità. Agcom si riserva a seguito degli approfondimenti e delle proprie valutazioni di adottare ogni iniziativa che si renderà necessaria”.

Codacons: “La rabbia degli utenti non si placa”. Si parla di “truffa”

È un torrente in piena quello che Dazn è chiamato a fronteggiare per la sequenza di posizioni ufficiali degli enti preposti al controllo e alla tutela degli utenti. Come nel caso del commento di Codacons, che qui riportiamo:

Il giorno dopo non si placa il caso aperto dai disservizi sulla piattaforma DAZN. Gli utenti sconcertati dai problemi subiti continuano a segnalare all’Associazione un malcontento diffuso. Già nel corso della prima giornata, infatti – come accaduto già lo scorso anno – si sono registrati  gravissimi disservizi alla trasmissione e alla visione di varie partite di Serie A. L’Associazione, che depositerà una denuncia per interruzione di pubblico servizio e truffa, ha deciso di scendere in campo a tutela degli utenti: questi ultimi potrebbero essere chiamati a un vero e proprio sciopero, sospendendo il pagamento della quota mensile fino alla definitiva risoluzione di questi eterni problemi tecnici. Le denunce degli utenti, infatti, sommergono da ieri i social network: l’indignazione ha raggiunto livelli altissimi, specialmente alla luce dei costi (per nulla ridotti) degli abbonamenti televisivi proposti dalla piattaforma. “A fronte di abbonamenti che costano sempre di più, il servizio non fa che peggiorare” – commenta il Codacons – “Ora dalla Lega e da DAZN ci aspettiamo risposte e soluzioni certe e non più parole al vento”.

Dazn: nemmeno i politici hanno fatto “sconti”

Non sono mancati nemmeno i commenti di politici e partiti in lotta per le elezioni e che tentano di agganciarsi al capro espiatorio di Dazn per intercettare l’interesse delle persone e di potenziali elettori. Vi proponiamo alcuni tweet di commento di queste parti, particolarmente interessanti nel momento in cui molti di questi non si sono mai interessati al calcio, che potrebbe anche essere una scelta politica dovuta all’esigenza di essere super partes, ma nemmeno in modo incisivo di digitalizzazione e diffusione della banda larga. Che è uno dei “mali” complessi da cui dipendono spesso e volentieri le prestazioni non così esplosive di Dazn. Che dal suo canto deve rispondere di una piattaforma mai entrata in una fase di maturità e scalabilità, almeno a quanto si vede dall’esterno. Mentre l’Italia, e i suoi governanti e Governi, deve rendere conto agli utenti di non avere mai compreso a fondo la necessità di avere una infrastruttura fissa e mobile capace di prestazioni di alto profilo. È facile addossare tutti i problemi a Dazn, ma la verità è che tutte le parti coinvolte sia nel Campionato sia a livello politico hanno fatto il minimo indispensabile per assicurarsi che gli italiani potessero contare su reti e su piattaforme adeguate all’impegno. Ora agganciarsi a questo fatto per meri scopi di tattica politica. Dopo tanti proclami e in vista di un autunno di sangue, incardinarsi a Dazn per ottenere attenzione è un atteggiamento della più classica italietta. In ogni caso, seguendo l’hashtag #Dazndown si possono trovare numerosi interventi come quelli che vi proponiamo.

Diversa la situazione di Danz, che deve darsi una mossa. Capiamo che l’Italia non è il Paese con la migliore infrastruttura di rete per ottenere il meglio dallo streaming. Però non è nemmeno tollerabile che già dalla prima giornata ci siano così tanti problemi, dopo tutto quello che è stato promesso, detto e (forse) fatto negli ultimi due anni. Serve molto di più. Cosa? Cambiare mentalità, da quanto possiamo capire, perché la pazienza e la comprensione per un “progetto nuovo e ambizioso” si è esaurita nel giro delle prime giornate del debutto di Dazn nel 2018. L’evento “di natura eccezionale” senza ulteriori indicazioni su come e cosa è successo in queste 72 ore lascia presagire a un inizio difficile. E ancora mancano risposte certe su Zona Dazn e l’uso con più dispositivi per volta dell’account.

Troppe le questioni sospese, troppe le domande inevase. Forse per via della frettolosa dipartita di Tim dall’equazione Dazn-Tim che ha rappresentato la piattaforma di fiducia per la Lega Calcio nell’affidare allo streamer le trasmissioni dei contenuti più preziosi per gli italiani. Spiace dirlo ma non si può solo criticare una Dazn, che è chiamata dallo svestire i panni dell’eterno “new comer” ed è ormai una realtà consolidata e con una responsabilità certa. Serve un’azione più ampia su tutti i vertici del poligono: Lega, reti, infrastruttura, tecnologie e così via. Senza che tutte le parti si mettano in gioco, ma con tutte le parti (tranne una) che si ergono sugli scranni, affiancati da politici smaniosi di attenzioni, difficilmente il problema sarà affrontato. E si parlerà d’altro: non di come fare funzionare le cose bene e in modo affidabile, ma di sconti, prezzi, indennizzi e, in ultima analisi, vendette. Che è l’atteggiamento tipico italiano. Non cercare soluzioni ma identificare il colpevole. Se si lascia da sola Dazn a risolvere le questioni emerse, si perde l’occasione di comprendere quanto l’Italia abbia bisogno di un forte intervento digitalizzante. E si continua a guardare al passato.