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Dazn: la Serie A Tim parte con 4,2 milioni di spettatori, ma leggiamo bene i dati

Auditel ha pubblicato il report “Total Audience” per la Serie A con i dati di ascolto di Dazn per la prima giornata (1 di 38, stagione 2023/2024) rilevati nel periodo tra il 19 e il 21 agosto. Partiamo dal numero che più ha fatto scalpore: la prima giornata del Campionato di Serie A ha fatto totalizzare 4,2 milioni di spettatori nel suo complesso, meglio dei 3,7 milioni della medesima giornata del 2022 (i cui dati di Auditel peccavano per granularità). Il fatto è che leggendo bene il report ufficiale (disponibile a fondo pagina), si apre con una avvertenza. Che dice:

“Il presente report include sia gli ascolti Dazn di origine censuaria, misurati tramite SDK, su tutti i dispositivi, sia gli ascolti Dazn provenienti dai canali sat (Zona Dazn) distribuiti da Sky e da TivùSat che sono di origine campionaria (SuperPanel)”.

Da un punto di vista strettamente statistico si tratta di una valutazione stocastica non perfettamente omogenea e che non tiene conto di un aspetto fondamentale: quante persone singole hanno visto una o più partite; il dato di TivùSat è drasticamente una stima. Già qui andrebbero ridimensionati i numeri. Perché dal sito Auditel si apprende che per SuperPanel si intende questo: “Con il SuperPanel formato da 16.100 famiglie residenti in Italia (un unicum a livello internazionale) Auditel monitora la TV e i cambiamenti del Paese”.

Che poi nel dettaglio, i 4,2 milioni di spettatori (poi arriveremo anche al concetto di “spettatore” secondo Auditel e Dazn, perché anche qui subentra la statistica) sono così composti: oltre 3,6 milioni hanno seguito le partite, poco più di mezzo milione Zona Gol misurato su Sky. Quindi il dato di fruizione delle partite è sostanzialmente allineato a quello del 2022.

Arriviamo dunque alle singole partite che hanno decretato il numero complessivo. Si comprende che la misurazione di “spettatore” è (verbatim): “calcolata come AMR al netto dell’intervallo tra primo e secondo tempo”; “ponderazione del primo tempo (fischio inizio/fine) e del secondo tempo (fischio inizio/fine)”; “fruizione sia live sia Vosdal”; “comprensiva di tutte le tipologie di device”. Dalle specifiche Auditel, si apprende che Vosdal significa: “Viewing On Same Day As Live. Ascolto Differito di un canale lineare che avviene nella stessa giornata Auditel in cui è avvenuta la trasmissione e la registrazione”.

La sigla AMR secondo l’Auditel indica “Average Minute Rating. È il numero medio di ascoltatori (Individui o Famiglie Televisive) sull’insieme di ascolti definito nella Richiesta dell’Utente. È la media del numero di ascoltatori sui singoli minuti che compongono un programma o una fascia oraria (o dei singoli secondi, con la convenzione che tutti i secondi di ciascun minuto Auditel abbiano identici ascolti)”. Il fatto è che gli ascoltatori raggiungibili complessivamente sono quelli abbonati a Sky, a Dazn e da TivùSat (che però fornisce un dato campionato). Ora, secondo il più recente rapporto di Agcom, Dazn vanta circa 2,5 milioni di abbonati, Sky ne conta 4,2 milioni e TivùSat sfiora i 7 milioni di utenti.

Dato che per accedere a Dazn da Sky e TivùSat è necessario avere anche un abbonamento a Dazn, o equivalente, e che Sky può contare su tre partite “in chiaro” e su Zona Dazn, è ipotizzabile che il paniere di utenti unici potenziale sia almeno tra 4 e 5 milioni. Ed è impossibile pensare che il 100% del paniere assista al medesimo programma nello stesso momento esaurendo così l’insieme. In più, più di un utente avrà guardato più di una partita. Quindi gli stessi occhi avranno visto le principali partite oppure anche tutte, in contemporanea.

Se ne ricava che il termine spettatore, anche in virtù delle indicazioni date da Auditel, non è corretto statisticamente come appellativo. Sarebbe più corretto dire che la prima giornata di Serie A secondo i dati Auditel ha avuto 4,2 milioni di visioni (o impression).

Basta prendere le tre partite più viste: Bologna-Milan con 834.153 spettatori; Frosinone-Napoli con 717.273 spettatori; Udinese-Juventus con 678.717 spettatori. Difficile pensare che siano stati oltre 2 milioni di “spettatori” diversi. Quindi sommare i dati delle singole partite non produce il numero schietto di spettatori singoli e unici, ma le visualizzazioni complessive da parte degli spettatori (per esempio, la stessa persona che ha visto le tre partite) date dagli abbonati Dazn + quelli di Sky + TivùSat. E nei numeri dei 4,2 milioni di spettatori ci sono anche mezzo milione su ZonaDazn.

Quindi se a livello tecnico è corretto parlare di spettatori, in quanto hanno effettivamente assistito a una o più partite secondo i parametri di Auditel, a livello statistico e aritmetico sono in realtà visualizzazioni perché una stessa persona può essere stata spettatore di più partite. E sarebbe quest’ultimo il vero dato da fornire, quantomeno a integrazione viste le premesse di calcolo citate dall’Auditel: quanti sono stati gli utenti unici connessi nella prima giornata di Serie A? Avendo i due dati, utente unico e spettatori, si ha una panoramica più completa sul servizio e sulle performance. Ma d’altra parte i dati sono importanti quando devono essere chiesti o criticati quelli di terze parti, non quando vanno forniti.

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