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Per il Codacons l’urgenza è una sola: salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie. Soprattutto dopo avere considerato i dati forniti dall’Istat e relativi ai Conti economici nazionali. Il Codacons conferma che “il 2020 è stato un ‘anno nero’ per le famiglie italiane, che sono uscite massacrate dalla pandemia subendo un tracollo delle proprie condizioni economiche”.

Spiega il presidente di Codacons Carlo Rienzi: “Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato nel 2020 una diminuzione del 2,9% in valore, mentre il potere d’acquisto è sceso del 2,6%. I consumi hanno subito un vero e proprio tracollo, con una diminuzione record del -11% su base annua. Dati che, tradotti in soldoni, equivalgono a minori consumi nel 2020 per complessivi 126 miliardi di euro e una minore spesa a famiglia che raggiunge quota 4.800 euro”.

“E i numeri dell’Istat relativi alle condizioni economiche delle famiglie potrebbero, purtroppo, subire un nuovo peggioramento nei prossimi mesi: se infatti non sarà evitato l’aumento delle bollette luce e gas, e se non sarà messo un freno alla corsa dei prezzi delle materie prime e dei listini al dettaglio, potere d’acquisto e consumi dei cittadini potrebbero subire una caduta libera nel corso del 2022, con effetti a cascata sul Pil e sull’economia nazionale”, ha concluso Rienzi.

Industria e beni di consumo: ottime le performance di luglio (Istat)

Per fortuna, il 2021 sta andando molto meglio, sempre secondo i dati Istat. In virtù dell’ottima performance dell’industria italiana con il fatturato che a luglio segna un incremento del +0,9% mensile e del +19,1% annuo.

Continua Rienzi: “Prosegue l’andamento positivo dell’industria italiana, e dopo la produzione anche il fatturato registra numeri in forte crescita che toccano i livelli più alti dal gennaio del 2000. Spiccano i beni di consumo, che segnano un incremento annuo del +9,9% con un record per quelli durevoli che, da inizio 2021, hanno registrato un balzo del +48%, l’indice più alto tra le varie voci relative al fatturato da inizio anno”.

Ma Carlo Rienzi avvisa sulla scia di quanto descritto dall’Istat: “Sull’industria italiana, tuttavia, pesa l’incognita dei rincari delle bollette luce e gas che scatteranno ad ottobre. In assenza di interventi strutturali sulle tariffe energetiche ci saranno maggiori costi per il comparto industriale, e il rialzo delle bollette determinerà una contrazione dei consumi da parte delle famiglie con effetti negativi diretti per l’industria”.