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Crittografia end-to-end: come funziona e in che modo protegge le nostre conversazioni 

L’utilizzo di chat e di app di vario genere presuppone l’invio e la gestione di dati sensibili, anche se, durante l’utilizzo, non se ne ha coscienza. In pratica ogni volta che si controlla il saldo del conto corrente o si inviano messaggi ai conoscenti, si sta sfruttando una protezione che permette di mantenere tali conversazioni segrete. 

È merito della crittografia, la disciplina grazie alla quale è possibile nascondere informazioni a chi non è autorizzato a leggerne il contenuto. Si tratta di una conoscenza che si tramanda da migliaia di anni e che, come riportano le infografiche di ExpressVPN sull’evoluzione della crittografia, nasce per scopi militari ai tempi dell’antica Sparta. Le intuizioni dei grandi del passato hanno fatto sì che quest’arte fosse tramandata fino ai giorni nostri, quando l’uso della tecnologia ha permesso di ampliarne le potenzialità

La crittografia end-to-end: come funziona?

Il suo funzionamento si basa su un principio semplice ma potente: garantire la privacy delle comunicazioni tra due o più utenti rendendo i dati accessibili solo ai partecipanti autorizzati. Questo avviene attraverso un processo di cifratura che trasforma il testo in chiaro in un formato illeggibile per chi non è in possesso della chiave di decodifica corrispondente.

Quando si avvia una conversazione su una piattaforma che utilizza questa tecnologia, il testo viene cifrato direttamente sul dispositivo del mittente. Questo testo viaggia attraverso la rete e giunge al dispositivo del destinatario, dove viene decodificato usando una chiave univoca, normalmente disponibile solo per il mittente e il destinatario. Questo significa che anche se qualcuno dovesse intercettare i dati durante il loro trasferimento, non sarebbe in grado di comprenderne il contenuto senza la chiave.

La forza della crittografia end-to-end è tale da rendere estremamente difficile per chiunque tentare di accedere alle informazioni sensibili trasmesse durante una conversazione. È proprio un tale livello di sicurezza che rende questa tecnologia utilizzata e apprezzata in molteplici contesti, dall’uso quotidiano delle app di messaggistica al trasferimento sicuro di dati sensibili per operazioni più complesse. 

In che modo viene impiegata?

Al giorno d’oggi la crittografia end-to-end è impiegata in tantissimi strumenti che fanno parte della nostra quotidianità. Piattaforme come quelle di messaggistica implementano questo strumento per assicurare che solo i mittenti e i destinatari designati possano leggere i messaggi scambiati. In questo modo, anche se i dati vengono intercettati durante il trasferimento attraverso la rete, rimangono incomprensibili. Non solo; tale sistema permette anche al client di rimanere all’oscuro circa il contenuto delle conversazioni, in modo tale da garantire il massimo riserbo tra gli utenti che comunicano. 

Gli usi di tale tecnologia non finiscono qui. Difatti quando si effettuano pagamenti o si accede al proprio conto bancario tramite applicazioni o siti web, questa protegge le informazioni finanziarie da accessi non autorizzati. Oppure viene spesso utilizzata nelle videochiamate e nelle conferenze online, in modo da assicurare che il flusso di dati audio e video sia protetto da occhi e orecchie indiscrete durante la trasmissione. 

Quali altri sistemi vengono usati quotidianamente?

La crittografia è una pratica essenziale per garantire la sicurezza delle comunicazioni digitali. Oltre a quella appena descritta, che assicura la privacy delle conversazioni su piattaforme di messaggistica, si incontrano quotidianamente altri sistemi che contribuiscono a proteggere i dati sensibili.

Navigando su siti web sicuri, per esempio, la connessione è spesso protetta da SSL/TLS, protocolli che cifrano i dati scambiati tra il nostro browser e il server web. Questo livello di sicurezza è fondamentale durante transazioni online e l’accesso a account sensibili. Le transazioni finanziarie digitali, come l’uso di carte di credito e pagamenti digitali, impiegano anch’esse quest’arte per proteggere i dati finanziari durante la trasmissione, riducendo così il rischio di frodi e accessi non autorizzati.

Ci sono poi le reti private virtuali (VPN), che sfruttano la crittografia per garantire una connessione internet sicura, impedendo a terze parti di intercettare o monitorare le attività online.

Infine anche i dispositivi di archiviazione come chiavette USB, hard disk esterni e schede di memoria utilizzano queste tecniche per proteggere i dati memorizzati: questo assicura che, nel caso di smarrimento o furto del dispositivo, i dati rimangano inaccessibili a chi non possiede la chiave. 

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