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Come il digital e la connettività hanno cambiato la nautica: parla Carlo Brevini, Garmin Marine

Se pensate che il digitale sia solo una questione di terra e di aria, vi sbagliate. Perché la connettività è approdata anche in barca e con un’esperienza di utilizzo persino superiore alle auto più evolute. Per di più, è arrivata con una velocità ancora maggiore rispetto al mondo automotive: per necessità di sicurezza da remoto o in navigazione, per esigenze multimediali, per rinnovamento del natante agli standard attuali e, perché no, per volontà di innovazione, che è tanto urgente quanto in altri settori che sembrano più evoluti. Forse perché le barche conquistano per il design e sembrano tutto sommato statiche, ma vi assicuriamo che la cifra avveniristica nel mondo nautico è altissima. E lo conferma un’azienda che dal 1990 (un anno dopo la sua fondazione in Kansas, Stati Uniti, da parte di Gary Burrell e Min Kao) è impegnata nel portare innovazione nella nautica. A partire dal Gps, che ha di fatto stravolto il modo di navigare tanto quanto lo ha fatto nell’aeronautica, da dove per l’appunto è partita Garmin. Quindi si può dire che tutta l’eccellenza tecnologica che il brand infonde nei wearable derivi da questi due settori altamente sfidanti e ingegneristici. Garmin allo stato attuale è un trend setter nella tecnologia dedicata alle barche. Come spiega Carlo Brevini, sales & marketing manager di Garmin Marine Italia: “Siamo un’azienda di prodotto, basti pensare che più del 50% dei nostri dipendenti sono ingegneri. Questo conferisce una mentalità lavorativa votata alla soluzione dei problemi, alla creazione di sistemi integrati e all’innovazione tecnologica come fattore differenziate, strategico e competitivo”.

Incontriamo Brevini nell’area dedicata al comparto “Marine” come lo definiscono all’interno di Garmin Italia, laddove fanno capolino dagli scaffali e dai supporti verticali prodotti e progetti che provengono da una parte di mondo con una fattispecie ben definita: l’acqua. E quando si naviga sul fluido, lontani dalle infrastrutture tradizionali (cellulari ma non solo), tutto cambia e il margine di manovra è inesistente: la perfezione è fondamentale. D’altro canto, spiega Carlo Brevini, quando si naviga “ogni dispositivo deve essere interconnesso, non c’è spazio per errori o altro: tutto in barca deve funzionare in modo orchestrato e intonato nel momento esatto in cui è necessario, che sia un’emergenza, una manovra o il controllo della navigazione. E sto parlando di barche che spaziano da dimensioni medio grandi, come un 38 o 40 metri, fino a yacht e imbarcazioni extra lusso per arrivare a barche più piccole. C’è un filo rosso che lega tutti questi natanti: la necessità di essere connessi e operativi con una tecnologia affidabile e reattiva”.

Con le imbarcazioni di grandi dimensioni, questo aspetto hi-tech e di connettività è talmente importante che Garmin partecipa fin dai primi passi dell’ideazione e sviluppo della barca. Sempre Brevini: “Nel corso degli anni abbiamo completato una serie di acquisizioni che hanno accelerato e amplificato il portfolio di prodotti e soluzioni che proponiamo. Bisogna comprendere che le tecnologie per le barche si evolvono a un ritmo così veloce che è più competitivo procedere all’acquisizione di startup e know-how: così Garmin si pone sempre con piattaforme all’avanguardia e fortemente integrate tra loro. Per esempio, quando abbiamo avuto necessità di compiere uno step innovativo nella cartografia abbiamo acquisito il nostro diretto concorrente Navionics. Questo ci ha dato uno boost enorme perché abbiamo potuto offrire velocemente un prodotto di qualità superiore. Di recente, soprattutto nella categoria degli yacht, si è creata la necessità di integrare soluzioni di domotica sostanzialmente identiche a quelle per la smart home solo adattate alle specificità delle barche, quindi spesso con caratura di livello hotel che si unisce alla gestione e controllo di tutta la componentistica più tecnica (motore, serbatoi, temperature interne, sensori e così via). Per questo motivo abbiamo acquisito l’azienda che produce le soluzioni EmpirBus, specializzata in centraline hardware e interfacce software che ci consentono di personalizzare l’esperienza di funzionamento e utilizzo sulla base delle specificità del cliente, dell’armatore o dell’acquirente”.

Non c’è solo l’esigenza dalla “smart boat” ma anche dell’intrattenimento durante la navigazione, un aspetto potenziato da Garmin con l’acquisizione di JL Audio (che si somma a quella di Fusion avvenuta una decina di anni fa) e che ha portato in dote ulteriori prodotti di altissima gamma. Spiega Brevini: “Pensando che il mercato italiano è dove si concentra la maggior parte della produzione mondiale di yacht e maxi yacht, con il 50% destinato all’export, si comprende quanto sia enorme il potenziale di Garmin di innovare ulteriormente il mondo delle barche attraverso la digitalizzazione. Questa attività tutta made in Italy per noi è molto importante perché significa lavorare sulla qualità, impegnarsi in prima persona nel progetto, realizzare la tecnologia, integrare le soluzioni direttamente in cantiere e il tutto garantendo la massima accuratezza, precisione e professionalità. Non solo perché operiamo in un segmento del lusso, dove le esigenze sono portate ai massimi livelli, ma anche perché navigare significa anche garantire sicurezza alle persone in qualsiasi situazione. Il combinato disposto di tutti questi fattori permette a Garmin Marine di operare in un contesto in cui sostanzialmente non ci sono limiti, né progettuali né economici: la tecnologia ha la funzione di risolvere problemi e migliorare la vita e l’esperienza in barca, dunque ha un valore unico e irripetibile nella nautica”.

L’impatto di questa progressione del mercato è stata anche l’occasione per un accrescimento del ruolo di Garmin, come spiega Carlo Brevini: “Negli ultimi anni, siamo passati da fornitori di prodotti a integratori di soluzioni centrate su un ecosistema che gravita intorno alla navigazione rispettando un concetto di fondo: la semplicità. Perché l’utilità più importante della tecnologia e del digitale è che permette di concentrarsi sul risultato da ottenere e non su come ottenerlo. Vogliamo arrivare al punto in cui una persona salga in barca e abbia un tempo di apprendimento paragonabile a quello dello smartphone. Tutta la complessità deve essere gestita da Garmin attraverso le risorse tech, digital e di connettività. Non è un caso che nella sede centrale di Garmin a Olathe, Kansas (Stati Uniti), ci sia una divisione denominata Human Factor che studia il comportamento dell’utente rispetto a tutti i prodotti che sviluppiamo. Uno studio che avviene in modo dinamico, perché si osserva la persona in tutte le situazioni di utilizzo del prodotto. Questo ci permette di capire meglio l’ergonomia per un approccio intuitivo nel design delle nostre soluzioni che, voglio sottolineare, sono tutte prodotte ‘in house’, così come l’assistenza sui prodotti Garmin Marine è tutta centralizzata in Italia e risolviamo spesso criticità mettendo mano ai prodotti e al codice per adeguarci alle specifiche esigenze dell’armatore o dell’acquirente. Assistenza che si concretizza nel supporto post vendita, con un aiuto concreto e sistematico delle persone che necessitano di indicazioni, spiegazioni e risoluzione di problematiche. Ci tengo a precisare che questa assistenza è sempre attiva, per rispondere a chi usa la barca quando e come vuole”.

garmin marine igizmo

Ma non solo, quando si entra nel mondo della tecnologia l’attesa per la riparazione soprattutto in ambito nautico deve essere azzerata. Ed è qui che, spiega Brevini, Garmin adotta un approccio di “anticipo in garanzia, ossia ci rechiamo a bordo del natate con il prodotto sostitutivo già pronto. All’occorrenza lo sostituiamo subito. Non vogliamo creare tempi di attesa perché sappiamo che chi va in barca ha necessità ora e subito che tutto funzioni come si deve, non foss’altro per esigenze di sicurezza. Una prontezza di intervento che si snoda per tutto l’anno e per qualsiasi tipo di cliente”.

In sostanza, Garmin si muove su due piani complementari. Da una parte il comfort, che si cementa nella semplicità e intuitività d’uso della tecnologia in barca. Dall’altra, dice Brevini, “c’è la privacy, che è una parte fondamentale. I nostri sistemi girano su piattaforme hardware e software proprietarie, con un sistema operativo nostro. Tutto è centralizzato nel nostro quartiere generale in Kansas ed è classificato e cifrato secondo i protocolli più solidi e stringenti, derivati dal mondo aeronautico. Questa chiusura totale è garanzia dei massimi livelli di privacy. Oltre che di sicurezza, perché le difese intrinseche nelle nostre soluzioni di connettività e tecnologiche sono di alto livello e impenetrabili da agenti esterni come hacker e malintenzionati. Le informazioni che sono caricate sul nostro cloud sono anch’esse gestite in modo cifrato e con standard superiori. Questo perché dobbiamo garantire anche la sicurezza dei natanti e delle persone che si trovano a bordo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7: questo è assicurato anche dall’integrazione della piattaforma satellitare InReach, che opera ovunque anche in mezzo al mare. Sicurezza significa anche connettività e questo è un altro aspetto importante perché le nostre soluzioni permettono di controllare da remoto lo stato della barca da smartphone, tablet, pc e perfino smartwatch.

La domanda viene spontanea: e le barche esistenti, non quelle progettate con la connettività e il digitale connaturati, come possono essere attualizzate? Spiega Carlo Brevini che il 2024 è l’anno del refitting: “Una barca acquista valore nel tempo sulla base degli aggiornamenti e degli upgrade che sono eseguiti. Il mercato delle barche usate e rimesse a nuovo è florido perché integrare ecosistemi elettronici e connessi, portare le barche anche non nuove nel mondo del digitale e della tecnologia mantiene elevato il valore sul mercato del natante e, anzi, diventa un investimento perché la barca non diventa mai vecchia: rimane attuale e acquista perfino fascino. Il refitting rappresenta il processo con cui l’elettronica entra in qualsia barca, per esigenze di sicurezza, di comfort e di adeguamento alle nuove necessità di connettività. E Garmin vanta una gamma completa di soluzioni anche in questo senso, rendendoci di fatto l’unica azienda così versatile e flessibile da avere piattaforme digitali per barche di ogni dimensione e di ogni età, partendo dal progetto e arrivando al refitting”.

garmin marine igizmo

Il sistema Surround View di Garmin: rivoluzione in barca

Garmin Surround View (varato per la prima volta nel 2021) è un’innovazione per la nautica da diporto e lo yachting. Utilizzando sei telecamere installate a filo sullo scafo, Surround View fornisce una visione a 360 gradi per aiutare l’armatore a visualizzare rapidamente tutto ciò che si trova intorno alla propria imbarcazione durante l’ormeggio o le manovre difficili. Il sistema è composto da sei telecamere 1080p: una telecamera a prua, una a poppa e due telecamere installate a dritta e a sinistra. Quando il sistema è attivo fornisce un’immagine completa con visione a 360 gradi dall’alto in tempo reale di tutta l’imbarcazione direttamente sui chartplotter Garmin compatibili.

Progettato per ottimizzare la visibilità e ridurre al minimo i punti ciechi, l’armatore potrà visualizzare, oltre alla vista a 360°, una o due telecamere contemporaneamente. Il sistema fornisce inoltre una serie di funzioni di realtà aumentata per una maggiore consapevolezza della situazione circostante ed evitare possibili collisioni, tra cui:

  • Visual Bumper – fornisce un indicatore visivo, a una distanza configurabile dall’utente, intorno all’imbarcazione per mostrare all’armatore quando qualsiasi oggetto non acquatico come banchine o moli supera tale barriera
  • Distance Markers – offre all’armatore riferimenti visivi intorno all’imbarcazione per aiutarlo a determinare la distanza durante la manovra in spazi ristretti
  • Vista bird’s-eye – L’immagine bird’s-eye, attraverso le sei telecamere, fornisce una visione a 360 gradi intorno all’imbarcazione.
  • Multi Video – Visualizza una o due telecamere e le immagini bird’s-eye contemporaneamente
  • Basso profilo – Il basso profilo delle telecamere fonde la funzionalità con un’estetica moderna e di design

Con un peso di poco meno di 700g tra acciaio e policarbonato, l’installazione ad incasso durante il processo di costruzione e assicura che le telecamere siano sicure e prive di manutenzione. Progettato per adattarsi a praticamente tutte le imbarcazioni, il sistema è compatibile con una vasta gamma di chartplotter o MFD Garmin.

Il sistema Surround View di Garmin è già disponibile: maggiori informazioni su https://www.garmin.com/it-IT/ nella sezione Marine.

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