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Clubhouse arriva (quasi) su Android: è troppo tardi?

Nel corso della settimana, Clubhouse ha rilasciato la versione Android della sua applicazione, per ora disponibile solo negli Stati Uniti. Gli sviluppatori confermano un prossimo arrivo in altri paesi anglofoni e poi altrove.

Gli utenti italiani possono accedere a una fase di pre-registrazione cercando l’app sul Play Store e attivando la notifica per l’avviso istantaneo al rilascio. Per Statista, Android rappresenta oltre l’88% degli smartphone attivi al mondo, dunque Clubhouse spera in un rilancio quando i download e le installazioni cominceranno ad aumentare, anche se la piattaforma resta solo su invito.

Come si legge sul sito ufficiale:

Siamo entusiasti di condividere che Clubhouse per Android inizierà immediatamente a essere lanciato in versione beta. Inizieremo gradualmente, con gli Stati Uniti, seguiti da altri paesi di lingua inglese e poi dal resto del mondo. Il nostro piano nelle prossime settimane è raccogliere feedback dalla community, risolvere eventuali problemi riscontrati e lavorare per aggiungere alcune funzionalità finali come i pagamenti e la creazione del club prima di distribuirlo in modo più ampio. Se sei un utente Android, puoi scaricare Clubhouse per Android e registrarti subito per essere avvisato quando sarà disponibile nella tua zona e leggere le FAQ qui.

Come parte dello sforzo per mantenere la crescita misurata, continueremo la lista di attesa e il sistema di inviti, assicurandoci che ogni nuovo membro della comunità possa portare con sé alcuni amici intimi. Mentre ci avviciniamo all’estate e continuiamo a scalare il back-end, abbiamo in programma di iniziare ad aprirci ulteriormente, accogliendo milioni di persone in più dalla lista di attesa di iOS, espandendo il supporto linguistico e aggiungendo ulteriori funzionalità di accessibilità, in modo che le persone in tutto il mondo possano provare Clubhouse in un modo che sembra loro originario.

Gli sviluppatori di Clubhouse non hanno confermato se l’app sarà legata ancora al numero telefonico e se questo potrà essere usato per più di un’attivazione, ipotesi che permetterebbe di fruire dello stesso account su più di un dispositivo. Tra gli analisti però serpeggia scetticismo: la società di ricerca SensorTower ha sottolineato che i download dell’app su iOS sono scesi dai 9,6 milioni di febbraio ai 2,7 milioni di marzo: un crollo di circa il 73%.

Le prime rilevazioni di aprile mostrano numeri ancora più bassi, soltanto 900 mila. Pesa, da un lato, la finestra temporale intercorsa per il rilascio di una versione Android dell’app, dall’altro i nuovi strumenti sviluppati in quattro e quattr’otto dai competitor che possono godere di una base utente ben più consolidata e ampia.

Ha iniziato Twitter con i suoi Live Spaces e Telegram ha seguito subito con le Live Audio Rooms. Facebook non si è lasciato scappare la tendenza e ha messo in campo un’offerta ancora più variegata di strumenti basati solo sul contenuto audio. Strategia che si è espansa anche su Instagram, di proprietà di Facebook, che sta allargando la possibilità di fornire ai creator l’opportunità di fare live solo con l’audio – dunque escludendo la componente video.

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