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ChatGPT: il Garante Europeo della Privacy crea la task force per una politica sull’Intelligenza Artificiale

Il Garante Europeo privacy, o se preferite l’organismo che riunisce i garanti nazionali della privacy nel Vecchio Continente (EDPB) ha istituito una task force su ChatGPT. Si tratta di un primo passo importante che ha l’obiettivo di delineare una politica comune sulla definizione di norme sulla privacy sull’Intelligenza Artificiale.

ChatGPT, il blocco in Italia e le altre indagini

La mossa del Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB, organismo indipendente che sovrintende alle norme sulla protezione dei dati nell’Unione Europea ed è composto da organismi nazionali di protezione dei dati) segue una mossa attuata dall’Italia. Che ha agito in modo tempestivo sul versante della protezione dei dati, bloccando ChatGPT e ponendo cinque condizioni per la ripresa delle attività, dando tempo a OpenAI fino al 30 aprile. Tale provvedimento ha indotto anche altri paesi ad affrontare la questione, dalla Germania alla Spagna. Quest’ultima ha annunciato un’indagine preliminare su potenziali violazioni dei dati da parte del chatbot. ChatGPT è cresciuto fino a diventare l’applicazione consumer in più rapida crescita nella storia con oltre 100 milioni di utenti attivi mensili, sollevando domande sulle minacce può comportare sicurezza, privacy e – da non sottovalutare – anche posti di lavoro. Esperti, governo degli Stati Uniti e molti altri governi europei hanno anche espresso preoccupazione per la rapida crescita dell’adozione di ChatGPT e prodotti AI simili. Ed è in quest’ottica che si inserisce la decisione a livello europeo: “L’EDPB ha deciso di lanciare una task force dedicata per promuovere la cooperazione e scambiare informazioni su possibili azioni di applicazione condotte dalle autorità per la protezione dei dati”.

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