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C’era una volta il Game Boy, fenomeno di casa Nintendo: 35 anni fa il debutto

Game Boy ha spento 35 candeline, in ricordo del debutto sugli scaffali avvenuto nel 1989, era il 21 aprile, un device mobile firmato dal colosso videoludico giapponese Nintendo per il gaming. Un’intuizione geniale, che aveva determinato fino al 2003 (anno in cui è uscito di scena) un cambiamento nel modo di fruire dell’esperienza di gioco.

Game Boy: i numeri del successo

I numeri di Nintendo dicono che nel mondo sono state vendute 118,69 milioni (insieme alle varianti e al Game Boy Color), mentre il videogioco più diffuso (guarda un po’) è stato Tetris con ben 35 milioni di copie, seguito da seguito da Pokémon Rosso e Blu con 32,5 milioni.

La console portatile – che poi ha vantato degni successore quali Game Boy Pocket, Game Boy Light (restyling) e Game Boy Color – è stato realizzato dal gruppo Nintendo Research & Development 1, guidato da Gunpei Yokoi e Satoru Okada, venne sviluppato come successore dei Game & Watch. A suo tempo divenne il sistema portatile di riferimento, nonostante l’uscita di molti concorrenti più avanzati, ed è una delle icone più riconosciute della storia dei videogiochi. La console portatile – pensata per essere resistente e a basso costo – aveva come target un pubblico di ragazzini, ma poteva e doveva costituite anche una sorta di alternativa portatile ed economica al classico da tavolo Nintendo Entertainment System (NES.) Qualità dei giochi e facilità d’uso le sue peculiarità. Due tratti distintivi che ne decretarono fin dal debutto il successo. Dopo l’esordio in Giappone, Game Boy ha allragato il suo perimetro operativo in tutto il mondo, Italia inclusa  dove è stato distribuito inizialmente da Mattel, in seguito dal Gruppo Giochi Preziosi sotto il marchio GiG Electronics.

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