Innovazione e Design
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Design e innovazione digitale sono stati i protagonisti di una mattinata di confronto tra esperti del settore che si è svolta presso la sede milanese di Cefriel, centro di innovazione, formazione e ricerca sul digitale, fondato oltre trent’anni fa dal Politecnico di Milano e premiato di recente con il prestigioso Compasso d’Oro. A confrontarsi sul tema, la coordinatrice del Board innovazione tecnologica e trasformazione digitale del Comune di Milano, Layla Pavone, il direttore dell’Area industria, energia, innovazione di Assolombarda, Paolo Guazzotti, il direttore di POLI.design Alessandro Deserti, il CEO e direttore scientifico di Cefriel Alfonso Fuggetta e la Product and Experience Design Practice Manager di Cefriel Clara Failla

“Quando parliamo di innovazione – ha sottolineato Clara Failla – dobbiamo parlare di bisogni delle persone. L’approccio guidato dalla tecnologia ha lasciato spazio a quello che oggi si chiama human-driven design, in cui deve esserci un’attenzione nel capire i problemi delle persone, con l’obiettivo di riuscire a combinare le tre dimensioni: desideri delle persone, fattibilità tecnologia e valore per l’azienda e la società.”

A ridisegnare e ripensare prodotti e servizi, si è rimarcato nel corso della discussione, devono esserci diverse figure professionali con competenze differenti e un cambiamento nella cultura aziendale che possa vedere nel design – come sottolineato da Paolo Guazzotti di Assolombarda – un’opportunità non solo per far evolvere prodotti, servizi e modelli di business, ma anche modalità di lavoro e collaborazione in azienda.

“Un oggetto o un servizio possono definirsi intelligenti – ha affermato Alfonso Fuggetta, CEO Cefriel – non solo perché integrano sensoristica o sono realizzati grazie al digitale, ma perché sono progettati con acume, per avere un impatto, per consentire alle persone di lavorare in modo più semplice. È possibile progettare in questo modo solo se si uniscono figure specializzate differenti e se si approccia il tema con maturità, ovvero con approccio serio, consapevole, responsabile rispetto alle sfide complesse che dobbiamo affrontare”.

La tecnologia è imprescindibileper creare un mondo accessibile, inclusivo e sostenibile, è stato sottolineato più volte nel corso della mattina, e il design ha acquisito nel corso degli anni un ruolo sempre più centrale. “Il passaggio da un’economia basata sullo sviluppo dei prodotti a un’economia basata sui servizi – ha spiegato Alessandro Deserti, direttore del dipartimento di design del Politecnico di Milano – ha portato soggetti pubblici e privati a interessarsi dei servizi come oggetti di progettazione, come fossero prodotti tangibili. Si è capito, inoltre, che esiste una dimensione di bellezza anche nell’interazione con un oggetto digitale al quale chiediamo non solo efficacia ed efficienza ma anche piacevolezza, che è frutto di una corretta progettazione”.

Una testimonianza di valore rispetto alla necessità di ricorrere al co-design nella progettazione di servizi pubblici l’ha portata Layla Pavone, coordinatrice del Board innovazione tecnologica e trasformazione digitale del Comune di Milano: “Viviamo in una società sempre più complessa, con livelli di aspettativa da parte dei cittadini molto alti. Come pubblica amministrazione dobbiamo essere in grado di intercettare bisogni e desideri, coinvolgendo tutti i soggetti che possono aiutarci a identificarli, riferendoci al modello dell’open innovation dove è centrale la condivisione di conoscenza che parte dall’ascolto”.

La giornata su design e innovazione digitale è stata l’occasione per Cefriel non solo per festeggiare il Compasso d’oro ricevuto mesi fa per la bilancia per la donazione di sangue realizzata insieme a Delcon, ma anche per intitolare una sala al professor Francesco Trabucco, che oltre dieci anni fa portò il design in Cefriel. In una cerimonia ristretta alla quale hanno partecipato i colleghi del Politecnico di Milano e i familiari di Francesco Trabucco, sono stati ricordati i suoi insegnamenti ed è stato sottolineato come questi siano permeati così profondamente nelle persone che hanno lavorato con lui da tenere vivo il suo approccio all’innovazione per sempre. “Progettare – diceva Francesco Trabucco – è illuminare in modo soggettivo un pezzo di futuro, definirlo, raccontarlo, descriverlo, attribuirgli consistenza”. Ed è proprio sul “dare consistenza” per avere impatto con le tecnologie digitali che Cefriel lavora insieme ad aziende e pubbliche amministrazione.