samsung what's next smart home
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In occasione del quarto appuntamento di What’s Next, il colosso coreano degli elettrodomestici e del consumer elettronica Samsung ha fatto il punto sulla Smart Home e presenta, insieme all’istituto di ricerca Doxa, uno studio sul presente e il futuro degli spazi domestici, sempre più duttili e connessi. Il tema 2022 “House of Connection” ha tratteggiato un mercato in forte ascesa e che continua a generare interesse e curiosità da parte dei consumatori, che oggi cominciano a reputare la connettività in casa non più un privilegio per pochi, ma una necessità.

Casa connessa: la ricerca di Doxa

Durante l’appuntamento sono stati presentati da Andrea Tozzi i dati di “CasaDoxa 2022, Osservatorio sugli italiani e la casa”, ricerca sviluppata da Doxa che mette in luce il rapporto degli italiani con lo spazio domestico e il ruolo sempre più centrale della tecnologia.  Il bisogno di disporre della tecnologia tra le mura domestiche nasce dalla necessità di semplificare sempre più la quotidianità e da questo punto di vista è possibile osservare un cambio di mentalità e di passo a seguito dell’emergenza sanitaria degli ultimi anni. Dopo l’esperienza del lockdown, infatti, il 54% degli italiani dichiara un miglioramento del proprio rapporto con la tecnologia. Innovazione, quindi, sempre più vicina alle persone e percepita come uno strumento che rende la vita più semplice. Questo ha inevitabilmente portato a una ricerca sempre crescente di informazioni sul tema della casa intelligente: oltre la metà degli intervistati dichiara infatti di avere una buona conoscenza del tema (67%), un dato in aumento del 14% rispetto al 2019.

I desideri dei consumatori per la casa connessa

Le ragioni che spingono i consumatori a guardare verso soluzioni tecnologiche per rendere la propria casa connessa sono tre: il risparmio energetico e la sostenibilità, elementi ormai prioritari per il 70% degli intervistati, seguiti dalla semplificazione della vita e dei tanti impegni legati alla vita domestica e lavorativa, e la sicurezza. Secondo lo studio, nonostante le barriere percepite nel percorso di trasformazione da casa tradizionale a Smart Home, come i costi elevati, i dubbi sulla tutela della privacy, le difficoltà di gestione di tutti i dispositivi, sempre più italiani desiderano una casa “smart”. Oltre la metà degli intervistati – il 62% del campione – dichiara che, dovendo cambiare casa, vorrebbe vivere in una casa connessa. Le persone sono infatti sempre più propense a dotarsi di soluzioni e dispositivi che rendono la propria abitazione interattiva (45%), +10% rispetto al 2019. Questa propensione è più spiccata tra i giovani della Gen Z (58%) e i Millenials (56%).

Ma ecco quali sono gli oggetti smart più desiderati:

·      luci (54%)

·      condizionatore d’aria (52%)

·      lavatrice (49%)

·      tende o tapparelle (47%)

·      robot per la pulizia (44%)

·      forno (43%)

·      frigorifero (42%)

·      lavastoviglie (42%)

·      piano cottura e asciugatrice (34%)

Samsung, sostenibilità e sicurezza si incontrano 

Ma al di là dei suoi elementi, com’è la casa dei sogni e cosa cercano dagli spazi domestici gli italiani? Le case devono essere confortevoli e belle da vivere, aspetto reso particolarmente importante dal tempo trascorso tra le mura domestiche durante la pandemia. Le abitazioni devono essere anche flessibili, composte da ambienti versatili, dove ogni stanza può mutare secondo le esigenze della giornata. La casa deve essere anche sempre più sostenibile, massimizzando l’efficienza energetica e abbracciando l’approccio etico della lotta agli sprechi e la tecnologia rappresenta la chiave di volta per semplificare la vita dei suoi abitanti e controllare i consumi. In questo contesto, il ruolo delle aziende diventa fondamentale e strategico per abilitare il cambiamento e accompagnare le persone verso il futuro. Continuare a innovare nella direzione in cui tecnologia, sostenibilità e sicurezza si incontrano è uno degli obiettivi di Samsung.

La connettività al servizio delle esigenze del consumatore è una sfida che l’azienda ha accolto e che si concretizza in un ecosistema di dispositivi intelligenti, sicuri e che favoriscono il risparmio energetico. Una delle principali difficoltà percepite nell’approcciarsi alla casa connessa è la comunicazione tra i diversi protocolli con cui i dispositivi si interfacciano alle app. Grazie all’introduzione del protocollo Matter, il nuovo standard per i dispositivi Smart Home che mira a unire gli ecosistemi più disparati per farli comunicare e funzionare insieme, la problematica è stata superata e i dispositivi sono stati uniformati.

Naturalmente con SmartThings, il paradigma della casa connessa Samsung, che traccia la rotta per il futuro dell’IoT e consente connessione e controllo di Smart Tv, monitor, piccoli e grandi elettrodomestici del brand coreano e non solo, Samsung è stata da sempre una dei sostenitori di questo protocollo, dimostrando ancora una volta che sistemi aperti, scalabili e semplici sono la ricetta vincente per rendere la casa una vera Smart Home. Chi vive in una casa connessa riscontra concreti benefici nella propria quotidianità. Cucinare in maniera più efficiente selezionando una ricetta e inviandola direttamente al forno o al piano induzione per gestire al meglio i tempi e le temperature di cottura  attraverso lo smartphone;  ottimizzare la propria spesa controllando da mobile gli ingredienti presenti nel proprio frigorifero per comprare solo quello che manca; suggerire il ciclo di lavaggio e asciugatura migliori per i propri abiti a seconda delle condizioni atmosferiche e per non rovinarli; settare correttamente il condizionatore in base alla qualità dell’aria registrata per ottenere un ambiente fresco e aria pulita.

Per Samsung è importante proiettarsi costantemente verso il futuro e guidare i consumatori verso comportamenti sostenibili considerate le opportunità che in questo specifico momento storico sono derivate dalla pandemia e che riguardano il ruolo predominante della casa, il grande lavoro di ottimizzazione della piattaforma e delle esperienze multi-device. Secondo Samsung, il trend che guiderà il futuro continuerà a essere l’impiego dell’Intelligenza Artificiale che in modo automatico processerà le abitudini e i consumi delle persone, per ridurre alcuni processi, evitare sprechi e sfruttare pienamente tutti i benefici di un ecosistema connesso.

Samsung What’s Next: cosa ci sarà nella smart home del futuro (adesso)

Avendo seguito l’evento in diretta nella Samsung Arena, nei pressi di Piazza Gae Aulenti a Milano, traiamo una serie di considerazioni da quanto proposto dal brand coreano. Per prima cosa la casa connessa offre numerose opportunità ma genera altrettanti dubbi: i benefici concreti sono il viatico per superare le eventuali ulteriori reticenze dei consumatori. Che, in più, possono fare affidamento su piattaforme e dispositivi semplici. La semplificazione nell’installazione e nell’utilizzo è la via maestra per la diffusione in massa dell’IoT in ambito domestico, a livello consumer e persino in ambito professionale per i progettisti e costruttori di case.

Dunque al centro di questa nuova fase evolutiva della smart home c’è la tecnologia che, stando alle parole di Francesco Cordani (head of marketing and communication di Samsung Italia), deve “essere presente in modo massivo e per questo annunciamo l’adesione alla piattaforma Matter, al fine di creare facilitare l’adozione dei dispositivi connessi in casa ampliando al massimo la compatibilità con un protocollo che aggrega diversi brand”.

L’obiettivo è passare dalla gestione del singolo dispositivo a veri e propri scenari in una logica di ecosistema interconnesso che “permette di fare dialogare tra loro i dispositivi in base all’uso specifico dell’utente. Il centro gravitazionale per samsung è l’app Smart Things che porta reali benefici”. Insomma, dice Cordani “la smart home deve compiere il passo da “fun to have” a “must have” attraverso l’innovazione”. Innovazione che incide sul processo di aggiornamento costante dei prodotti al fine di cogliere le necessità effettive che emergono dal consumatore e dal mercato. Spiega Cordani: “Per esempio, in Smart Things si possono gestire i device in base al consumo energetico e quindi organizzare la giornata con scenari che riducono l’impatto energetico complessivo e quindi abbassano i costi sostenuti dall’utente”.

Il fulcro della casa connessa secondo Samsung è l’applicazione Smart Things che continua a evolvere e aggiornarsi, anche per comprendere Matter, ci si chiede cosa ci si possa attendere dal futuro di questa app. La risposta sembra quasi semplice: “L’evoluzione futura è rappresentata dall’intelligenza artificiale per capire le abitudini e gestire la smart home in accordo con le preferenze oppure inviando una allerta qualora un anziano non rispetti le sue abitudini e potrebbe essere un segnale non positivo”.

Francesco Cordani enuclea i trend futuri che saranno necessari perché la smart home diventi utile e alla portata delle persone e non più solo un divertimento fine a se stesso. Sono questi, in sintesi: “Istruire ed educare i consumatori, ossia creare una base di cultura sulle possibilità della smart home profondendo competenze agli utenti affinché ne capiscano l’utilizzo, le possibilità e le opportunità”. Samsung mira a una “trasformazione sostenibile che sia rilevante e accessibile a qualsiasi consumatore. Senza dimenticare la parte emotiva. La smart home non è solo un concentrato di tecnologie ma deve preservare i valori di base dei consumatori e mantenere la caratteristica emotiva”, conclude Cordani.