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Carl Pei è stato uno dei fondatori di OnePlus, ora guidata dall’altro founder Pete Lau, e ha deciso di abbandonare il brand nel corso dell’autunno 2020. A pochi mesi di distanza dall’addio, si ripresenta con una nuova realtà dal nome originale: Nothing (in italiano, “nulla”). E per dare vita a questa nuova società tecnologica basata a Londra si sta facendo aiutare da Tony Fadell (inventore dell’iPod), Kevin Lin (fondatore di Twitch), Stefe Huffman (Ceo di Reddit) e dallo youtuber Casey Neistat come investitori. L’obiettivo aziendale è cimentarsi nel mondo dei dispositivi “smart” già entro la prima metà dell’anno.

Dice Pei: “La nostra missione è abbattere le barriere tra le persone e la tecnologia per creare un futuro digitale senza attrito. Dunque crediamo che la tecnologia migliore debba essere bella, naturale e intuitiva da utilizzare. Oltre che sufficientemente avanzata per risultare trasparente”.

Belle parole ma a conti fatti cosa proporrà Nothing? Lo diciamo subito, non solo smartphone. I dettagli mancano, l’idea di Pei però sembra essere quella di costruire un solido e variegato ecosistema di dispositivi connessi. Ma senza focalizzarsi esclusivamente su un unico segmento di business.

Costruire fin da subito un ecosistema con baricentro spostato dallo smartphone equivale però a presidiare fin dal primo gettito commerciale numerose categorie di prodotto. Sintetizzando, Pei ha in mente un’azienda che sia forte nello scenario IoT: “Tutto sarà connesso senza sforzi. Ci stiamo concentrando sulla parte software perché l’esperienza di utilizzo sarà centrale e determinante”.

Allo stato attuale Nothing è una società indipendente (Pei ci tiene a sottolinearlo, per evitare di passare come l’ennesimo brand nell’alveo di BBK Electronics), con un solo fondatore e l’eccellente gruppo di investitori che vi abbiamo elencato nell’incipit. Nel breve periodo può anche succedere che la società londinese punti sulle piattaforme, ma nel lungo periodo per raggiungere livelli di redditività tali da mantenere in salute il business non ci si può esimere dell’hardware.

In ogni caso Pei non parla mai espressamente di smartphone ma solo di “smart device” personalizzati e costruiti su design specifici. Leggendo le parole del fondatore di Nothing, sovviene l’idea che l’azienda voglia percorrere per prima il concetto dell’ambient computing, ossia della connettività diffusa con funzioni frammentate su più dispositivi, uniti tra loro da un ecosistema flessibile e fortemente legato alle specificità dell’utente. Sì, ma questa è la visione evolutiva dell’attuale mercato per i prossimi 10, 20 o 30 anni.