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Activision Blizzard ha battuto le stime di Wall Street per le vendite rettificate del quarto trimestre (ottobre-dicembre 2022), grazie al successo di Modern Warfare II, l’ultima release del videogioco franchise Call of Duty. Per il publisher statunitense dati rilasciati raccontano che le vendite rettificate nel trimestre conclusosi lo scorso 31 dicembre sono state pari a 3,57 miliardi di dollari, rispetto alla stima degli analisti di 3,16 miliardi di dollari, secondo i dati Refinitiv. L’utile netto del quarto trimestre è sceso a 403 milioni di dollari, o 51 centesimi per azione, dai 564 milioni di dollari, o 72 centesimi per azione, dell’anno precedente.

Call of Duty, la forza di Modern Warfare II e il futuro

Le performance di Activision sono sicuramente un dato significativo in una doppia prospettiva. La prima: in un settore, quello del gaming, che sconta la contrazione dei consumi a seguito del peso inflazionistico, riuscire ad affermare la forza di uno storico franchise non è per forza di cose scontato. Call of Duty Modern Warfare II ha registrato il più alto sell-through di apertura nella storia della saga, arrivando a superare la soglia del miliardo di dollari entro 10 giorni dal suo lancio a fine ottobre. Così come un in dubbio apporto (non solo in termini di audience) è arrivato anche da Warzone 2.0 e World of Warcraft: Dragonflight. Non solo Activision Blizzard si aspetta che le sue vendite rettificate per l’intero anno crescano ulteriormente, sostenute dal lancio di alcuni videogiochi, tra i quali Diablo IV. La seconda chiave di lettura è strettamente legata alla questione dell’acquisizione che Microsoft intende perfezionare proprio del publisher statunitense, che è stata contestata dalla (FTC) Federal Trade Commission degli Stati Uniti e sotto indagine sia da parte dell’Unione Europea, sia del Regno Unito. Ed è qui che stando a più di un’indiscrezione si giuocherà la vera partita sul futuro dell’operazione da circa 69 miliardi di dollari.