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Su Bloomberg è apparso un articolo autoriale, ripreso da più siti come una sorta di anticipazione più che di una opinione (come era nell’intenzione del giornalista Mark Gurman), nel quale si tirano le somme del 2021 di Apple e si avvalora l’idea che a Cupertino si prepara un 2022 da fuochi d’artificio. Non si può che essere d’accordo con l’autore dell’articolo, quando si legge che “dopo un modesto lancio di dispositivi nel 2021, Apple è pronta per un 2022 più forte, con nuovi iPhone, AirPods e potenzialmente un visore VR. Inoltre: l’azienda offre ai migliori ingegneri bonus fino a 180mila dollari e impone nuove limitazioni ai negozi di New York City in risposta all’ondata di omicron”.

Il 2021 di Apple non è stato così scintillante: le novità proposte sono state incrementali. La gamma iPhone 13 è riuscita ma non propone sostanziali migliorie rispetto a quella del 2020 (la 12), tranne che nel modello iPhone 13 Pro che eredita tutte le funzioni fotografiche del Max e, quindi, è sostanzialmente l’unico a compiere uno step in avanti. I Macbook Pro sono affidati a un progetto potenziato della piattaforma M1, che però aveva già sbalordito nel 2020 e nel 2021 è stata portata alla sua massima evoluzione possibile. Persino gli AirPods di terza generazione e il Watch 7 propongono perfezionamenti tutt’al più fisiologici ma non innovazioni.

Apple iPhone 13 e iPad Mini in vendita nei negozi
La gamma di iPhone 13 di Apple.Fotografo: Jeenah Moon/Bloomberg

Però, in termini di entrate, il 2021 è stato l’anno di maggior successo nella storia di Apple. Questo per via di una prima metà affidato a prodotti sostenuti e a una seconda metà del 2021 arricchita e perfezionata da solide aggiunte. Ma tirando le somme, non si può dire che Apple si sia espressa in presentazioni “wow” e prodotti in discontinuità rispetto agli anni precedenti. Ha fatto maturare, bene e in modo lodevole, le tecnologie già in casa. Con qualche annuncio sopravvalutato. Secondo Bloomberg, questo atteggiamento “difensivo” è destinato a cambiare nel 2022. 

Ricapitoliamo le versioni dei prodotti presentate nel 2021 sono state le seguenti:

  • AirTag, oggetto di discussione per anni prima della sua introduzione e, sebbene sia il device con la Mela morsicata meno costoso, non cambia le regole del gioco nei tracker per oggetti ed è arrivato anni dopo i rivali. Per di più la sua utilità cessa dieci minuti dopo averlo attaccato, con un accessorio non fornito in dotazione, alle chiavi o alla borsa o a oggetti equivalenti. Un prodotto che andrebbe di rigore nei “flop”, però ha un valore strategico fondamentale se lo si innesta nella piattaforma “Dov’è” di Apple e nel contesto dei servizi.
  • La nuova Apple TV è più costosa della concorrenza e del modello precedente, non propone alcuna sostanziale novità rispetto al modello 4K da cui discende se non l’interfaccia. Che però è applicata anche alla precedente generazione. L’attesa grande novità è rappresentata dal nuovo telecomando e basta. L’Apple TV 4K del 2017 è più reattiva, perché nel modello 2021 è stato usato un processore A12 che non segue il flusso delle novità funzionali richieste da Apple. La quale, a sua volta, avrebbe dovuto inserire un chipset più recente (sull’iPhone 13 si trova l’A15).
  • L’iPad Pro è essenzialmente una versione con le specifiche dell’iPad Pro 2020 a cui è stato innestato un chipset M1 al posto dell’A12z. Il SoC è progettato per essere più veloce del 50% rispetto al suo predecessore e il dispositivo rappresenta un miglioramento significativo in termini di fluidità e funzionamento quotidiano. Ma dato il prezzo, entra in netto conflitto con il MacBook Air e il Pro dotati di M1 e un sistema operativo “vero”: macOS.
  • Il design dell’iMac da 24 pollici, nel frattempo, è una meraviglia ingegneristica. È essenzialmente un gigantesco iPad Pro, con lo stesso processore, senza touch screen e macOS. Tuttavia, il chip M1 potrebbe non essere abbastanza veloce a lungo termine per gli utenti che lo scelgono come surrogato desktop dei MacBook Pro 2021 con i più potenti M1.

Arriviamo così a giugno, quando cioè Apple ha tenuto una Worldwide Developers Conference abbastanza dimessa. Nulla di paragonabile agli anni precedenti, forieri di novità a tutto campo e con le nuove release dei sistemi operativi che hanno sempre offerto una spinta in più rispetto a quelle disponibili. Nel 2021 anche la Wwdc è stata all’insegna della continuità e del consolidamento. Sono stati presentati iOS 15, watchOS 8 e macOS Monterey, con diverse modifiche, ma nessuna che si è distinta veramente.

Apple iPhone 13 e iPad Mini in vendita nei negozi
Un cliente utilizza un mini tablet iPad in vendita in un negozio a New York.Fotografo: Jeenah Moon/Bloomberg

Settembre è il periodo in cui Apple in genere tira fuori i suoi prodotti più importanti, comprese le nuove versioni di iPhone e Apple Watch. Nel 2020 ha sviluppato addirittura due eventi separati per iPhone e Watch. Mentre nel 2021 è tornato alla ribalta il nuovo iPad mini. 

  • La gamma iPhone 13 e iPhone 13 Pro ha proposto cambiamenti tutto sommato modesti: un processore leggermente più veloce, una fotocamera migliore (il 13 Pro è l’unico che spicca in termini di novità rispetto al 12 Pro) e nuovi ritocchi software come la modalità Cinematic. Tutto ciò è stato sufficiente per ottenere immediati risultati di vendita “esplosivi”: l’iPhone 13 è lo smartphone 5G più venduto al mondo e Apple ha riconquistato la seconda posizione in molti mercati in termini di sell-out, Italia compresa. Tanto basta per attendere l’arrivo dell’iPhone 14 del 2022. 
  • L’iPad mini è stato il più grande aggiornamento nella storia del prodotto e, dal punto di vista dell’hardware, è un dispositivo fantastico. Il display è una perfetta via di mezzo tra l’iPhone 13 Pro Max e l’iPad, con in più la portabilità tipica di questo prodotto. Ma di fatto è un ritorno, non un debutto ex novo.
  • Per quanto l’Apple Watch sia il perfetto abbinamento per l’iPhone, la Serie 7 dispensa solo maggiori dimensioni del display e la tastiera Qwerty. È l’upgrade ideale per chi indossa un Watch Serie 3 o 4, per gli altri è consigliato solo se si vuole un display maggiore ma senza un guadagno sulle performance reali. Perché il processore è rimasto quello del Watch 6 e mancano nuove opzioni di gestione del display e sensori aggiuntivi per il wellness/fitness. 
HANDOUT - Evento Apple: 18 ottobre 2021
Tim Cook di Apple con il nuovo MacBook Pro.Fonte: Apple

Apple ha salvato l’anno 2021 lasciando per ultimo il prodotto che, più di tutti, risponde a una serie di richieste reali degli utenti: il nuovo MacBook Pro. Ecco perché questo prodotto ha valore:

  • La versione potenziata del chipset M1 assicura prestazioni e velocità senza paragoni con macOS. In più sono stati re-introdotte gli slot Hdmi, per memory card e la ricarica MagSafe. È sparita l’inutile e pretestuosa Touch Bar per fare posto a una tastiera di nuova concezione, più comoda.
  • Non si dimentichino i nuovi AirPods, necessari per aggiornare un modello vendutissimo di auricolari Tws ma con ormai oltre due anni di vita sulle spalle. L’HomePod mini era ancora meno notevole, semplicemente aggiornandosi con le opzioni di colore giallo, blu e arancione. Però è arrivato in Italia e finalmente Siri è entrata nelle nostre case.

Un 2022 che Apple sta disegnando con cura

Il 2022 dovrebbe essere molto più forte. L’azienda ha uno stuolo di nuovi Mac basati sui chipset M1 Pro e M1 Max, che per ora si trovano all’interno del MacBook Pro. La nuova gamma dovrebbe includere un Mac Pro più piccolo con un massimo di 40 core CPU e 128 core grafici, un nuovo Mac mini e un iMac Pro con schermo grande. Questo dovrebbe traghettare l’azienda di Cupertino alla completa transizione dei computer ad Apple Silicon, abbandonando gli Intel. E ci si aspetta che questo avvicendamento si concretizzi già a giugno alla Wwdc 2022. 

In fiere ci sarebbe anche “la più grande riprogettazione del MacBook Air nella storia del prodotto”, che da notebook super-protatile dovrebbe diventare una sorta di MacBook Pro entry-level. Il nuovo iPad Pro deve proporre nuovi concetti d’utilizzo del tablet; intanto ci si aspetta acquisisca la funzione di ricarica wireless . Dato che le prestazioni dell’iPad Pro sono già così elevate e che il chip M2 sembra essere non dietro l’angolo, l’aggiornamento dell’hardware del device è cruciale e potrebbe determinare scelte strategiche. In sostanza, nei corridoi californiani potrebbe essere stata posta la questione se continuare a utilizzare l’M1 o aspettare l’M2 per aggiornare l’iPad Pro.

Parlando di Mac e iPad, la speranza è che il prossimo monitor esterno di Apple, destinato a costare circa la metà del Pro Display XDR, venga lanciato nel prossimo anno. 

Relatori chiave all'Apple Worldwide Developers Conference (WWDC)
Un partecipante indossa un auricolare HTC Vive durante l’Apple Worldwide Developers Conference nel 2017.Fotografo: David Paul Morris/Bloomberg

In termini di telefoni e orologi, ci si attende una versione 5G di iPhone SE nella prima metà dell’anno, insieme a una gamma rinnovata di iPhone 14 con un notch di dimensioni ancora inferiori rispetto a quelle attuali. Sarebbero in lavorazione anche tre nuovi Apple Watch: un nuovo SE, un Series 8 e una versione rugged destinata agli appassionati di sport estremi.

C’è poi la questione software, ossia la piattaforma che caratterizza tutti questi prodotti e li tiene “uniti” nell’efficace ed efficiente ecosistema di Apple. Per scoprire cosa offriranno iOS 16 (nome in codice Sydney) e macOS 13 (nome in codice Rome) sarà necessario attendere la conferenza per gli sviluppatori il prossimo giugno.

Vedute aeree degli alloggi e dei campus tecnologici della Silicon Valley
Il campus dell’Apple Park.Fotografo: Sam Hall/Bloomberg

Secondo Bloomberg, il Santo Graal per il 2022, ovviamente se ci sarà, per Apple potrebbe essere il primo visore per realtà virtuale (con alcune funzionalità AR). Nome in codice N301, questo prodotto avrà un suo OS di accompagnamento (nome in codice Oak). È dal 2020 che a Cupertino stanno lavorando su progetti legati alla realtà virtuale e a quella aumentata; il mercato negli ultimi due anni ha attraversato situazioni congiunturali e strutturali che portano a pensare come il 2022, e nella fattispecie la Wwdc 2022, sia l’approdo giusto per questo dispositivo che promette “potenza da Mac“.  

Apple: “operazione retention”

In virtù delle situazioni congiunturali e strutturali di cui si è fatto cenno, non è un mistero che Apple sia nel bel mezzo di una impegnativa operazione di retention dei propri dipendenti. A Cupertino sono offerti bonus ai migliori talenti fino a 180mila dollari. Questo per convincerli a rimanere legati ai piani evolutivi della Mela morsicata, soprattutto in ottica AR e VR, e stemperare la forte attrattiva offerta da Meta. 

Negli ultimi mesi, molti ingegneri di Apple sono partiti per Meta (Facebook), che ha offerto stipendi più alti e maggiore flessibilità per il lavoro da casa. Cosa sta facendo Apple per fermare la fuga di cervelli? Emissione di bonus insoliti e stock option a circa il 10%-20% degli ingegneri all’interno delle sue divisioni di ingegneria hardware e chipset. 

Gli acquirenti a Manhattan durante il Black Friday
L’Apple Store sulla Fifth Avenue di Manhattan durante il Black Friday.Fotografo: David Dee Delgado/Bloomberg

Mark Gurman, l’autore dell’articolo su Bloomberg, dichiara di avere informazioni dirette da ingegneri di Apple che hanno ricevuto gli incentivi (che si aggiungevano ai loro normali stipendi base annuali, alle borse di studio e ai bonus in denaro) con oscillazioni tra 50mila e 180mila euro.

I pacchetti sono progettati per mantenere la gente in azienda, dal momento che i bonus maturano il 25% all’anno per quattro anni dopo la loro emissione. Si chiede l’autore dell’articolo: “Questo fermerà le partenze? Solo il tempo potrà dirlo, ma sto tenendo d’occhio la battaglia sempre più ampia tra Cupertino e Menlo Park, in California”. A Menlo Park c’è la sede di Meta, cioè Facebook.