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Bambini di 5 e 7 anni online e sui social. L’allarme sulla sicurezza di Ofcom (Regno Unito)

Risuona dal Regno Unito, l’allarme di Ofcom (l’Autorità di Regolazione sui Media), che segnala una presenza sempre più marcata di minori, per meglio dire di bambini online. Che tra i 5 e i 7 anno sono presenti sui social. Non solo: un terzo di essi lo fa senza alcuna supervisione da parte dei genitori.

Ofcom: i dati su uso di smartphone, app e piattaforme

Lo studio annuale realizzato da Ofcom – e dedicato al rapporto dei bambini con i media e il mondo online – fa emergere che i più piccoli godono di maggiore indipendenza digitale da parte dei genitori.

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Circa un quarto dei bambini di età compresa tra i 5 e i 7 anni possiede ormai uno smartphone, mentre il 76% utilizza un tablet. Rispetto a un anno fa, una percentuale maggiore di persone tra i 5 e i 7 anni va online per inviare messaggi o effettuare chiamate vocali/videochiamate (dal 59% al 65%) o per guardare contenuti in live streaming (dal 39% al 50%). Allo stesso modo, l’uso complessivo di siti o app di social media è aumentato di anno in anno (dal 30% al 38%), con WhatsApp (dal 29% al 37%), TikTok (dal 25% al 30%), Instagram (dal 14% al 22%) e Discord (dal 2% al 4%) che registrano una crescita sensibile in questa fascia di età. Anche i giochi online tra i bambini di età compresa tra i 5 e i 7 anni hanno accumulato un aumento annuo significativo con un numero di bambini di questa età che gioca ai giochi sparatutto come mai prima d’ora (15%, rispetto al 10%).

Il ruolo dei genitori

La ricerca di Ofcom fa emergere anche che, mentre circa due genitori su cinque di bambini di età compresa tra 5 e 7 anni (42%) affermano di utilizzare siti e app di social media insieme ai propri figli, un terzo (32%) riferisce che il proprio figlio utilizza i social media in modo indipendente. Rispetto allo scorso anno, i genitori di questi bambini più piccoli sono più propensi ad affermare che permetterebbero al proprio figlio di avere un profilo sui servizi di social media prima di aver raggiunto l’età minima richiesta (30%, rispetto al 25%). Ne consegue che più bambini di questa età hanno ormai un proprio profilo personale su YouTube o YouTube Kids (48%, dal 39%), WhatsApp (11%, dal 7%) e Instagram (9%, dal 5%) rispetto a un anno fa. fa. E ancora. Tre quarti dei genitori di bambini di età compresa tra 5 e 7 anni che vanno online affermano di aver parlato con i propri figli della sicurezza online (76%) e oltre la metà lo fa almeno ogni poche settimane (56%). I genitori di bambini più grandi che vanno online (quelli di età compresa tra 8 e 17 anni) hanno maggiori probabilità di aver avuto conversazioni sulla sicurezza online con i propri figli (oltre il 90% dei genitori di bambini in ciascuna fascia di età). La ricerca suggerisce una disconnessione tra l’esposizione dei bambini più grandi a contenuti online potenzialmente dannosi e ciò che condividono con i genitori riguardo alle loro esperienze online. Un terzo (32%) degli 8-17 anni afferma di aver visto qualcosa di preoccupante o brutto online negli ultimi 12 mesi, ma solo il 20% dei genitori di questa fascia di età riferisce che il proprio figlio ha detto loro di aver visto qualcosa online che li ha spaventati o sconvolti nello stesso lasso di tempo. In particolare, tutte le ragazze di età compresa tra 8 e 17 anni hanno maggiori probabilità rispetto ai ragazzi della stessa età di sperimentare interazioni spiacevoli o offensive online, sia tramite app di testo o di messaggistica (20% contro 14%) che sui social media (18% contro 13%). Oltre nove bambini su dieci di età compresa tra 8 e 17 anni che vanno online (93%) ricordano di aver seguito almeno una lezione sulla sicurezza online a scuola, di cui tre quarti (76%) hanno dichiarato che è stata loro utile. Questa percentuale sale al 97% tra il 30% dei bambini che frequentavano regolarmente lezioni di sicurezza online.

Bambini, social media e l’atteggiamento “passivo”

Altro tema caldo rilevato dallo studio Ofcom si riferisce all’uso passivo dei social media: i bambini di età compresa tra 8 e 17 anni che utilizzano i social media hanno molte più probabilità di farlo passivamente mettendo “mi piace” o “seguendo” altri account (44%), piuttosto che essere utenti attivi che condividono, commentano o pubblicano contenuto (28%).  Le ragazze preferiscono i video sensoriali “calmanti”: al contrario, c’è stato un aumento del numero di partecipanti allo studio qualitativo – in particolare ragazze – che guardano video ASMR (Autonomous Sensory Sensory Meridian Response) che offrono stimolazione sensoriale tattile a un ritmo molto più lento.  Insomma: un quadro articolato e per molti versi preoccupante. Sul tema della sicurezza online e dell’accesso spesso inconsapevole (dei rischi) da parte dei minori sono stati lanciati svariati allarmi a cominciare da Save the Children. In quest’ottica, a fronte delle risultanze, nel ribadire il ruolo di responsabilità che attiene alle aziende tecnologiche, Ofcom ribadisce di lavorare a ritmo serrato per il varo e l’attuazione di nuove leggi volte alla tutela dei minori, all’interno di una società sempre più digitale.

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