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Le cosiddette Big Tech sono e restano costantemente sotto la lente d’ingrandimento dell’Unione Europa (Ue). Ed è sempre la vice presidente della Commissione, Margrethe Vestager – non appena incamerata l’approvazione del Digital Services Act (Dsa) – a vestire i panni della portabandiera per la nuova “battaglia”. Quella che riguarda potrebbe gli assistenti vocali in ordine alle dinamiche concorrenziali. proprio nel mercato Unico. Come a dire che le prime aziende a trovarsi nel centro dell’attenzione sarebbero Google, Amazon e Apple. Le parole della vice presidente, del resto, suonano abbastanza chiare: “Il settore dell’IoT sta diventando sempre più parte della nostra vita quotidiana. I risultati finali della nostra indagine confermano le preoccupazioni individuate nella relazione preliminare. Si tratta di un mercato con elevate barriere all’ingresso, pochi attori integrati verticalmente e criticità sull’accesso ai dati, l’interoperabilità o le pratiche esclusive”.

Assistenti vocali: le pratiche esclusive dei top player

Il nodo è proprio connesso all’espressione “pratiche esclusive”. A Bruxelles, assicurano hanno raccolto svariate informazioni che potrebbero determinare l’apertura d istruttorie indagini e conseguenti provvedimenti. L’analisi è stata condotta su un campione di oltre 200 aziende del settore attive in Europa, Asia e Usa, a cui è seguita una consultazione pubblica. E nel mirino sono finite le pratiche esclusive e vincolanti di vendita e uso degli assistenti vocali di Google, Amazon e Apple, il loro controllo delle relazioni con gli utenti grazie alla raccolta massiccia di dati, l’ampio accesso ai dati a proprio vantaggio anche per penetrare i mercati adiacenti, e la creazione di uno ‘standard de facto’ che preclude l’interoperabilità nel settore, limitando la funzionalità dei servizi di terze parti.

L’approvazione del Dsa e il metaverso

Ma l’azione in campo digitale dell’Unione Europa si conferma intensa. Come accennato in apertura in questi giorni è arrivato il disco verde da parte del Parlamento europeo al Digital Services Act (Dsa), il disegno di legge che impone alle grandi piattaforme online come Google, Apple, Facebook e Amazon una maggiore responsabilità sul controllo e la moderazione dei contenuti. Il documento ha ricevuto l’approvazione nel corso dell’assemblea plenaria con 530 voti favorevoli. Sono stati 78 contrari e 80 gli astenuti. Tale approvazione apre negoziazione per la definizione del di legge finale con il Consiglio Ue. Ma decisamente aperto è anche un altro fronte: quello del metaverso, considerato il nuovo mantra grandi company dell’hitech. Logico che come tale abbia conquistato spazio nell’agenda dell’Unione Europa. Trattandosi di una nuova tecnologia i riflettori si stanno accendendo. Lo ha confermato ancora una volta la vicepresidente della Commissione europea, Margrethe Vestager: “Nuovi mercati e una gamma di attività diverse si stanno delineando e qualcuno potrebbe avere una posizione dominante”.