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Con la presentazione dei numeri dei due colossi Apple e Amazon si è chiuso il gran ballo delle trimestrali per le Big Tech, che hanno infiammato i mercati azionari in questa settimana. Un periodo – quello tra gennaio e marzo – durante il quale nelle performance dei top player hanno ineluttabilmente inciso due fattori: sotto il profilo tecnico il perdurare dello shortage di componenti, in termini generali il drammatico conflitto tra Russia e Ucraina. Il mood incerto dei consumatori ha fatto e continua a fare da sfondo allo scenario e ha riverberato il proprio impatto soprattutto su Amazon. 

Apple vendite e profitti sopra le attese

Ma andiamo ai numeri delle due grandi “A” di Wall Street e non solo. Cominciamo con Apple. Il gruppo di Cupertino ha archiviato il secondo trimestre del proprio anno fiscale scattato a ottobre 2021 registrando vendite e profitti record al di sopra le stime degli analisti. I ricavi complessivi sono stati di 97,3 miliardi di dollari, in crescita dell’8,6% rispetto allo scorso anno di quasi 4 miliardi superiori alle previsioni. Incremento anche per l’utile a quota 25 miliardi di dollari. E ancora: il fatturato trimestrale mondiale delle vendite di telefoni è stato di 50,6 miliardi, in aumento del 5,5% rispetto all’anno passato. Ma è stato il comparto dei servizi a incrementare aumentato le vendite del 17% raggiungendo il traguardo di 19,8 miliardi di dollari. Legittima la soddisfazione espressa dal ceo Tim Cook: “I risultati record di questo trimestre sono una testimonianza dell’attenzione incessante di Apple sull’innovazione e sulla nostra capacità di creare i migliori prodotti e servizi al mondo. Siamo lieti di vedere la forte risposta dei clienti ai nostri nuovi prodotti, così come i progressi che stiamo facendo per diventare carbon neutral attraverso la nostra catena di fornitura e i nostri prodotti entro il 2030”.

Amazon, che botta

Trimestre assai più amaro per Amazon. Il gruppo di Jeff Bezos  perde 3,8 miliardi di dollari. Il succitato conflitto tra Russia e Ucraina e la relativa incertezza economica, come accennato, pesano come un macigno sul colosso dell’e-commerce, che al contempo deve controbattere a un’agguerrita concorrenza sul fronte del cloud. I numeri di Amazon dicono che il primo trimestre è stato chiuso con una perdita di 3,8 miliardi di dollari a fronte di oltre 8 miliardi di utile dello scorso anno. I i ricavi sono saliti del 7% a quota 116,4 miliardi, ancorché al di sotto (di poco) delle attese degli analisti.  A determinare i conti in rossi di Amazon è stata la perdita da 7,6 miliardi sul suo investimento in Rivian, la società che produce veicoli elettrici e che ha perso più della metà del suo valore nei primi tre mesi dell’anno. In generale, Amazon nel primo trimestre ha registrato un calo delle vendite online del 3,3% a 51,13 miliardi, mentre quelle nei negozi fisici sono salite del 17% a 4,59 miliardi. I ricavi di Amazon Web Service sono saliti del 37% a 18,44 miliardi, sopra le attese degli analisti. Meglio del previsti anche le vendite in Nord America, cresciute del 7,6% a 69,24 miliardi. Guardando, infine, alla prospettiva del secondo trimestre il gruppo di Seattle prevede un fatturato compreso tra 116 e 121 miliardi: un valore, comunque, più basso dei 125,01 miliardi che il mercato sembrava attendersi, al punto da determinare una forte flessione del titolo nel cosiddetto dopo-mercato.