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Apple sotto inchiesta in Francia per obsolescenza programmata dopo la denuncia dell’associazione HOP

Apple finisce sotto inchiesta in Francia, da parte della Procura di Parigi, per obsolescenza programmata e pratiche commerciali irregolari a seguito della denuncia depositata dall’associazione HOP (Halte à l’obsolescence programmée), inchiesta affidata alla Direction Générale de la Concurrence, de la Consommation et de la Répression des Fraudes (DGCCRF). L’associazione HOP ha presentato una denuncia contro Apple nel dicembre 2022 per obsolescenza programmata e ostacoli alla riparazione. In occasione dell’arrivo a Parigi di Tim Cook, ceo di Apple tra un mese per l’evento VivaTech, HOP chiede al produttore di smartphone di garantire il diritto alla riparazione dei suoi dispositivi.

Apple e le ragioni della denuncia di HOP

Depositata il 7 dicembre 2022, la denuncia di HOP contro il colosso di Cupertino evidenzia nuovi reati nati per contrastare efficacemente l’obsolescenza programmata e garantire il diritto alla riparazione; reati mai sperimentati prima come l’irreparabilità volontaria. Laetitia Vasseur, co-fondatrice e delegata generale dell’associazione, ha dichiarato: “La riparabilità degli oggetti debba essere imposta a tutti i player, anche ai giganti della tecnologia, che non sono al di sopra della legge, né dei limiti del pianeta”. In questa denuncia supportata da numerosi fatti, HOP in particolare allerta la giustizia sui danni di una pratica sempre più diffusa: la serializzazione (o ‘accoppiamento’). Questa consiste nell’associare i numeri di serie dei pezzi di ricambio a quello di uno smartphone, in particolare tramite microchip, dando la possibilità al produttore di limitare le riparazioni ai riparatori non autorizzati o di degradare uno smartphone riparato con parti ‘generiche’ da remoto. L’associazione stima così che Apple potrebbe organizzare molti freni alle riparazioni, contrariamente a quanto suggerisce la sua comunicazione, in particolare sul programma ‘Self Service Repair’ che si rivela costoso e assurdo (ad esempio, devi ordinare due utensili da 35 kg custodie per riparare una batteria).

Minato il diritto alla riparazione

Secondo HOP, serializzazione, indisponibilità di pezzi di ricambio a prezzi e scadenze ragionevoli (fuori dal circuito autorizzato), guasti inspiegabili a seguito di aggiornamenti sono tutte pratiche discutibili, che fanno pensare che il produttore stia soprattutto cercando di vendere sempre più apparecchiature, a scapito dei consumatori e l’ambiente. Per HOP, queste strategie minano non solo il diritto alla riparazione, ma anche la democratizzazione del ricondizionamento e, più in generale, lo sviluppo dell’economia circolare. Tuttavia, rimarca l’associazione HOP che “…la riparazione e il riutilizzo sono una priorità, come richiesto dalle norme francesi ed europee. Si tratta di pratiche già molto diffuse in settori come l’elettrodomestico o l’automobile, con in particolare accesso a ricambi generici e di seconda mano e riparazioni al di fuori dei circuiti omologati. Ricorda che usare il tuo smartphone per un anno in più riduce la tua impronta ecologica del 25% e che acquistare uno smartphone ricondizionato anziché uno nuovo può ridurre il tuo impatto ambientale dell’8 e il tuo costo fino al 75%”.

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