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Apple e l’obbligo di diventare un riferimento nella IA generativa in mobilità

Alle 19:00 ora italiana ci sarà il keynote del Wwdc 2024. L’annuale conferenza dedicata agli sviluppatori dell’ecosistema Apple è più cruciale che mai: l’attesa è su come a Cupertino hanno abbracciato l’intelligenza artificiale e la renderanno popolare (anche attraverso iOS 18). In ultima analisi, Apple è chiamata a dimostrare nei fatti quasi un anno e mezzo di silenzio relativamente alla IA, che ha stravolto ogni comparto di mercato e tanto più nei device personali. La risposta che si attende dalla Mela morsicata riguarda come e con quale intensità l’intelligenza artificiale sarà su iOS 18, quindi in che modo la IA permetterà all’iPhone di adeguarsi al cambiamento già in atto in Android. Wwdc 2024 consentirà di capire come e se Apple può diventare un attore importante nel fiorente campo dell’intelligenza artificiale, segnando un momento critico per un’azienda costretta ad adattarsi a una nuova era.

apple ia iphone igizmo ios18

Sebbene Apple sia stata una delle prime pioniere dell’intelligenza artificiale, che ha utilizzato nell’elaborazione delle foto, nelle funzionalità Salute e nell’assistente digitale Siri (funzioni altresì presenti in Android), da novembre 2022 con l’arrivo di ChatGPT di OpenAI si è trovata in una posizione di retroguardia rispetto alla IA. Non c’è stato uno slancio immediato e di risposta nemmeno quando, prima Google, poi Samsung e via via gli altri brand, hanno iniziato a proporre smartphone Android con IA generativa a bordo. Finora c’è stata una silente attesa, che potrebbe anche significare un impetuoso ma sotto traccia lavoro di sviluppo interno per presentare tecnologie all’avanguardia con un exploit fra poche ore.

Se letta in questo modo, Apple promette di dimostrare la propria abilità nell’intelligenza artificiale durante il discorso di apertura della sua annuale Worldwide Developers Conference (Wwdc). Sembra assodato che l’azienda presenterà una suite di funzionalità che chiama Apple Intelligence, hanno detto persone che hanno familiarità con la questione. Mentre Apple lanciava Siri nel 2011, la sua tecnologia vocale è stata rapidamente superata da Alexa di Amazo e dall’Assistente Google, ora persino potenziato da Gemini. Nel frattempo, la IA è arrivata sui pc Windows e sui Chromebook Plus ma non sui Mac, che però dalla generazione di SoC M2 dispongono di una Npu sufficiente a gestirla. Allo stato attuale solo iPad Pro M4 e iPhone 15 Pro/Pro Max dispongono di una Npu sufficiente per la IA a livello di Android perché capace di gestire 38 TOPS. Nel frattempo, l’intelligenza artificiale ha già fatto salti evolutivi guidati da un inarrestabile ChatGPT di OpenAI; Google, Meta, Microsoft, Amazon e altri hanno modelli già almeno alla seconda se non terza generazione. Ad aumentare la pressione su Apple iOS 18 ci sono Samsung (con la serie Galaxy S24) e Google (con la serie Pixel 8) che hanno varato per primi smartphone Gen AI.

SoCM4A17 ProM3M2
CPU Performance4-core2-core4-core 16MB Shared L24-core (Avalanche) 16MB Shared L2
CPU Efficiency6-core4-core4-core 4MB Shared L24-core (Blizzard) 4MB Shared L2
GPU10-Core Same Architecture as M36-core10-Core New Architecture – Mesh Shaders & Ray Tracing10-Core 3.6 TFLOPS
Display Controller2 Display2 Display2 Display2 Display
Neural Engine16-Core 38 TOPS (INT8)16-Core 38 TOPS16-Core 18 TOPS (INT16)16-Core 15,8 TOPS (INT16)
Memory ControllerLPDDR5X-7500 8x 16-bit CH 120GB/sec Total Bandwidth (Unified)LPDDR4x SDRAM , LPDDR5 SDRAM, 64 bit CH, 51 GB/secLPDDR5-6250 8x 16-bit CH 100GB/sec Total Bandwidth (Unified)LPDDR5-6250 8x 16-bit CH 100GB/sec Total Bandwidth (Unified)
Capacità di memoria massima24GB8GB24GB24GB
Encode/ Decode8K H.264, H.265, ProRes, ProRes RAW, AV1 (Decode)8K H.264, H.265, ProRes, ProRes RAW, AV1 (Decode)8K H.264, H.265, ProRes, ProRes RAW, AV1 (Decode)8K H.264, H.265, ProRes, ProRes RAW
USBUSB4/Thunderbolt 3USB3.2 Gen 2USB4/Thunderbolt 3USB4/Thunderbolt 3
Transistor28 miliardi19 miliardi25 miliardi20 miliardi
ProcessoTSMC N3E (3nm)TSMC N3B (3 nm)TSMC N3B (3 nm)TSMC N5P (5 nm)

Il passaggio all’intelligenza artificiale promette di essere una grande opportunità per Apple se riuscirà ad affinare la sua tecnologia e a raggiungere i rivali. Allo stato attuale non è disponibile alcun dato su come sarà la IA per i nuovi sistemi operativi dedicati a iPhone (iOS 18), iPad, Watch, wearable e Mac. Non è trapelato nulla dai corridoi di Cupertino ma ci si attende una mossa decisa e sostanziale, tipico dell’azienda californiana. Che, durante l’evento dedicato agli sviluppatori, mostrerà come sta integrando le funzionalità IA nella prossima generazione di sistemi operativi iOS 18, iPadOS 18 e macOS 15. L’azienda sta inoltre pianificando una versione più potente di Siri che proponga interazioni simili a quelle di ChatGPT.

Apple Intelligence su iOS 18 si concentrerà sull’output di un numero maggiore di informazioni agli utenti quando ne avranno bisogno. Ciò comporta: il riepilogo di notifiche, messaggi di testo ed e-mail; sintetizzare gli appunti delle riunioni; trascrizione di promemoria vocali; persino creare emoji personalizzate. Il software sarà anche in grado di ordinare le e-mail e classificarle in categorie. Apple avrebbe anche lavorato sui propri modelli linguistici di grandi dimensioni – la tecnologia alla base dei servizi in stile ChatGPT – ma non è abbastanza avanti in quell’area, hanno detto persone che hanno familiarità con la questione. Si prevede quindi di annunciare una partnership con OpenAI che fornirà ad Apple il motore per un chatbot.

Apple ha un grande vantaggio che la esorta a spingersi più in profondità con l’intelligenza artificiale: vanta un numero enorme di consumatori fedeli. Ciò potrebbe contribuire a rendere l’azienda un successo nel campo dell’intelligenza artificiale anche senza aprire la strada a grandi modelli linguistici, ha affermato l’analista di Bernstein Toni Sacconaghi. “Ha una base installata di consumatori molto potente per la quale può fungere da canale, proprio come ha fatto per la ricerca e l’App Store, le due parti più redditizie del business di Apple oggi, al di fuori dell’iPhone”, ha spiegato l’analista.

Una preoccupazione emersa dalla notizia dell’accordo tra Apple e OpenAI riguarda la possibilità che gli utenti possano utilizzare meno frequentemente il motore di ricerca di Google su iPhone. Apple genera miliardi di dollari all’anno attraverso un accordo di compartecipazione alle entrate con Google. I termini dell’accordo tra Apple e OpenAI, nel frattempo, non sono chiari. E Apple sta ancora negoziando un accordo separato con Google per aggiungere eventualmente la sua tecnologia Gemini anche come opzione chatbot su iPhone, ha riferito Bloomberg.

È probabile che al Wwdc Apple alla fine vorrà offrire i propri chatbot e una buona dose di intelligenza artificiale generativa proprietaria, ma avere due partner di prim’ordine nella IA è un aiuto sostanziale per accelerare i tempi e fornire soluzioni all’avanguardia senza assumersi troppi rischi. D’altro canto, OpenAI e Google hanno subito alcune reazioni negative da parte dei chatbot che fornivano informazioni errate. Apple vuole evitarlo, ha detto Ruslan Salakhutdinov, ex direttore della ricerca sull’intelligenza artificiale presso il produttore di iPhone e professore di informatica alla Carnegie Mellon University. “Hanno sempre osservato com’è lo spazio e hanno deciso da tempo che non devono essere i primi, ma solo che devono fare bene le cose”, ha confermato il professore. Ed è questa la chiave di lettura del Wwdc 2024: Apple arriverà nella IA con qualità e prospettive future, non tanto per esserci.

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