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Apple e la multa Ue da 14 miliardi di euro per tax rulings in Irlanda: si riapre tutto? 

Apple e la multa Ue da 14 miliardi di euro per tax rulings in Irlanda: che succede? Adesso si riapre tutto? Potrebbe essere a fronte del parere espresso dall’avvocato generale, l’italiano Giovanni Pitruzzella, presso la Corte di Giustizia dell’Ue del Lussemburgo (CGUE) e dal 2011 al 2018 presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l’Antitrust del nostro Paese). Insomma, potrebbe profilarsi un clamoroso colpo di scena, dopo il Tribunale Generale dell’Unione Europea nel 2020 ha accolto il ricorso di Apple, affermando che le autorità di regolamentazione non avevano soddisfatto gli standard legali per dimostrare che la Casa di Cupertino aveva goduto di un vantaggio ingiusto. Ora però entra in campo l’intervento di Giovanni Pitruzzella, che ha dichiarato: “La sentenza del Tribunale sui tax rulings adottati dall’Irlanda nei confronti di Apple dovrebbe essere annullata”, ha affermato in un parere non vincolante. Secondo lui il Tribunale ha commesso una serie di errori di diritto e non ha nemmeno “valutato correttamente la sostanza e le conseguenze di alcuni errori metodologici che, secondo la decisione della Commissione, viziavano i ruling fiscali”.La causa fiscale contro Apple faceva parte della repressione che aveva attutao l’allora del capo dell’antitrust Ue, Margrethe Vestager contro gli accordi tra multinazionali e paesi dell’Ue che i regolatori consideravano aiuti di Stato ingiusti. La Commissione Europea nella sua decisione del 2016 ha affermato che Apple ha beneficiato di due ruling fiscali irlandesi per più di due decenni che hanno ridotto artificialmente il suo carico fiscale fino allo 0,005% nel 2014. Ma, come accennato, il Tribunale Generale dell’Ue ha accolto l’appello di Apple.

Apple e la posizione del governo dell’Irlanda

Detto che la Corte di Giustizia dell’Ue del Lussemburgo (CGUE) si pronuncerà nei prossimi mesi, segue circa quattro raccomandazioni su cinque di questo tipo, restano al momento dei dati da non trascurare. Il primo: l’Irlanda ha ribadito di non aver fornito alcun aiuto di Stato ad Apple. Il suo ministro delle Finanze, Michael McGrath, in una nota ha affermato: “È importante tenere presente che questa opinione non fa parte della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, ma viene presa in considerazione dalla Corte quando arriva alla sentenza finale. La posizione dell’Irlanda è sempre stata, e rimane, che sia stato pagato l’importo corretto delle tasse irlandesi e che l’Irlanda non abbia fornito aiuti di Stato ad Apple”. Anche se Apple e Dublino hanno presentato ricorso contro l’ordinanza fiscale, Apple ha comunque dovuto consegnare l’intero importo, che l’Irlanda ha tenuto in un conto di deposito a garanzia. Il governo irlandese afferma da tempo che, anche se perdesse la sua attrattiva e riuscisse a trattenere i soldi, gli altri Stati membri dell’Ue affermerebbero che gli sono dovute alcune delle tasse arretrate. Al riguardo, un portavoce di Apple ha dichiarato: “Ringraziamo la Corte per il tempo dedicato e per l’attenzione costante in questo caso. La sentenza del Tribunale è stata molto chiara sul fatto che Apple non ha ricevuto alcun vantaggio selettivo e nessun aiuto di Stato, e riteniamo che ciò debba essere confermato”, ha detto un portavoce di Apple.

La battaglia sui ruling fiscali dell’Ue

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La battaglia del Commissario Europeo alla Concorrenza Margrethe Vestager è senza sosta e non senza insuccessi come nei casi di Stellantis, Amazon e Starbucks. La sua più grande vittoria legale fino ad oggi è arrivata a settembre, quando il Tribunale ha confermato la sua decisione contro un regime fiscale belga da 700 milioni di euro per 55 multinazionali. Attualmente indagando sul regime fiscale olandese del proprietario del marchio Ikea, sui ruling fiscali olandesi di Nike e su quelli concessi dal Lussemburgo alla società finlandese di imballaggi per alimenti e bevande Huhtamaki.

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