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PALADONE

Amazon al palo, Apple oltre le previsioni. I dati trimestrali presentati nella notte americana sono a due facce. Per il colosso dell’e-commerce Amazon i risultati del periodo luglio-settembre 2022 sono al ribasso. Per il gruppo di Cupertino, invece, le performance hanno espresso un trend confortante.

Amazon, i ricavi frenano

Ma veniamo ai numeri. Amazon ha chiuso il terzo trimestre con ricavi per 127,1 miliardi di dollari, sotto i 127,46 miliardi attesi dal mercato. Il colosso di Jeff Bezos ha soprattutto ridotto e in maniera sensibile (ipotizzando un range tra i 140 e 148 miliardi di dollari) le stime di fatturato per il quarto trimestre (ottobre-dicembre 202), rispetti ai 155,15 miliardi delle previsioni effettuate dagli analisti finanziari. Non solo. A scendere anche l’utile netto, attestatosi a quota 2,9 miliardi di dollari, mentre guardando ai primi nove mesi del 2022 il bilancio è in rosso di 3 miliardi. Un anno fa – prendendo in riferimento il medesimo periodo dello scorso esercizio – erano 19 i miliardi di dollari. A fronte di questi indicatori il titolo ha patito una botta autentica calando del 20% nel dopo seduta. 

Apple regge l’urto

Decisamente (e per fortuna) differente lo scenario dei dati trimestrali di Apple.  Il colosso di Cupertino guidato da Tim Cook ha rilasciato anche gli utili per azione apri a 1,29 dollari. Nel dettaglio, nel periodo luglio-settembre 2022, la casa della Mela Morsicata ha raggiunto un fatturato di 90,15 miliardi dollari, così come i profitti solo saliti dell’1% a 20,7 miliardi. Un risultato superiore alle premesse. Non mancano indici in rallentamento come nel caso delle vendite di iPhone con vendite che, pur crescendo del 10%, sono rimaste sotto le attese, 42,63 miliardi contro i 43,21 miliardi ipotizzati. Anche il fronte dei servizi hanno patito un’inversione di tendenza. Ma il totale i ricavi per ora accumulati da parte di Apple sono incrementati dell’8% arrivando a quota 394,3 miliardi. Per tutte le Big Tech le prospettive per il Q4 appaiono più che mai conservative. O addirittura battono in ritirata rispetto alle premesse. Il contesto economico globale impatta sulle performance e sugli introiti, di qui la scelta di lavorare sull’ottimizzazione dei costi per quanto possibile.