IWS21

La scure è calata. Amazon – a seguito di “recensioni comprate” (o incentivate) – ha deciso bannare ben 600 marchi cinesi dalla sua piattaforma e-commerce, per un totale di 3mila account.  Una decisione che colpisce (giustamente) quelle aziende che, hanno fatto ricorso a pratiche scorrette, per altro vietate dai termini di servizio Amazon stessa almeno (e formalmente) dal 2016, sul capitolo delle recensioni. I marchi cinesi “incriminati” hanno cercato di incentivare recensioni positive sui prodotti proposti. Il tutto mediante iniziative ad hoc: dai cosiddetti programmi Vip, per arrivare alle estensioni della garanzia, fino ai buoni sconto. Ma non solo: un’altra “tecnica” adottata sarebbe stata quella del rimborso di denaro addirittura “senza richiesta di restituzione del prodotto”. Tra i marchi che sono stati assoggettati, o meglio colpiti dal ban del colosso dell’e-commerce figura ad esempio Shenzhen Youkeshu Technology, ai consumatori noto come con l’acronimo YKS. Per tale azienda Amazon ha anche disposto un congelamento di circa 20 milioni di dollari. La la lista come detto è ben lunga e in essa troviamo spazio anche Aukey e Mpow. A fronte di tale intervento, molte di queste aziende “escluse” non hanno perso tempo cercando nuovi territori operativi, vale a dire altre piattaforme internazionali di commercio online, tra le quali eBay e AliExpress. 

Amazon e l’operazione “trasparenza”

Quanto accaduto è il frutto di mesi di lavoro che hanno impegnato Amazon.  Il gruppo guidato da Jeff Bezos ha ribadito che non intende rallentare in questa attività di costante monitoraggio, a tutela sia tanto dei consumatori, quanto di quegli operatori onesti che operano mediante il proprio marketplace. “Amazon lavora duramente per costruire una grande esperienza d’acquisto in modo che gli utenti possano comprare in sicurezza e i venditori abbiano le opportunità necessarie per ampliare il proprio business. Gli utenti contano sull’accuratezza delle recensioni dei prodotti per fare acquisti informati e noi abbiamo regole precise che valgono sia per chi recensisce, sia per i venditori, che proibiscono di abusare delle opzioni che offriamo alla nostra community. Sospendiamo, banniamo e prendiamo azioni legali contro chi non rispetta queste politiche, ovunque si trovi nel mondo”.