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Amazon e il taglio dei distributori europei: il commento del presidente di Aicel. La replica del gruppo e-commerce 

Amazon, il colosso delle vendite online, ha deciso di tagliare i distributori europei e andare a lavorare in diretta con i vendor. Obiettivo: accorciare la catena di approvvigionamento e distributiva ridurre i costi, mantenendo o addirittura aumentando la propria marginalità, al di là di possibili vantaggi competitivi di altra natura. Una notizia che era nell’aria ma che nel mondo e-commerce ha destato molta preoccupazione. Amazon è il leader indiscusso del mercato, ancorché nell’ultimo periodo i suoi conti stiano patendo il ritorno alla “normalità” dopo la clamorosa abbuffata del periodo pandemico. Il gruppo di Seattle, nona caso, ha varato un ingente taglio del personale su svariati mercati.

Amazon e l’impatto sui distributori europei

Sulla questione a dir poco scottante non sono mancate le dichiarazioni e le prese di posizione. Tra queste, ecco quanto espresso da Aicel – associazione italiana commercio elettronico che annovera tra i suoi associati più di 1.200 aziende e oltre 1.050 negozi) nelle parole del suo presidente Andrea Spedale: “La decisione di Amazon di bypassare i distributori europei ha una portata enorme sul settore dell’e-commerce. Saltando uno step della filiera di approvvigionamento, il colosso di Seattle potrà acquistare a prezzi sensibilmente ridotti e dunque ridurre i prezzi ai consumatori, mantenendo inalterati i suoi margini. Sarà sempre Amazon a decidere i prezzi nella piattaforma. Ciò significa che i distributori avranno come primo concorrente proprio chi fino a ieri era il loro primo cliente. Lo sbilanciamento del mercato è evidente: il primo competitor dei vendor è la stessa piattaforma che detta regole, usa algoritmi per visualizzare le offerte, ricorre a prezzi dinamici, premia le buy box, vende sponsorizzate e riceve una commissione su ogni vendita generata. Con la conseguenza che gli attuali venditori, già clienti dei distributori e della piattaforma, a breve si troveranno in una posizione di forte svantaggio competitivo ma soprattutto vedranno azzerarsi i loro margini al punto tale che non solo non potranno più rimanere nel marketplace, ma vedranno messa a rischio la sopravvivenza della loro attività”.

Quale futuro secondo Aicel?

A fronte di questa iniziativa, allora cosa fare? Come agire? La parola ancora ad Andrea Spedale: Guardando alla prospettiva, chi non è produttore della merce, è bene che inizi a definire una “back home strategy”. Da tempo i marketplace si sono trasformati in “walled garden, giardini chiusi di dati ed informazioni di forte rilevanza economica, costituendo di fatto un monopolio. Uno status che il Digital Markets Act, da poco approvato, sta puntando a contrastare in un’ottica di maggiore equilibrio e concorrenza del mercato”.

La replica di Amazon

In merito alla questione della riduzione dei distributori europei, ecco la replica di Amazon: “Come ogni azienda, rivediamo regolarmente il nostro approccio all’approvvigionamento dei prodotti con l’obiettivo di controllare i costi e mantenere i prezzi bassi per i clienti. Per questo motivo abbiamo deciso di concentrarci sull’approvvigionamento di alcuni prodotti per i nostri store europei direttamente dai proprietari dei marchi. Continueremo a rifornirci di prodotti da grossisti e distributori se questi sono proprietari del marchio o hanno diritti di distribuzione esclusiva. Saremo lieti di poter continuare a lavorare con grossisti e distributori che possono scegliere di vendere questi prodotti ai clienti direttamente sul nostro store attraverso il Marketplace di Amazon, in qualità di partner di vendita. Per aiutare i grossisti e i distributori a prepararsi, questo cambiamento non sarà implementato fino ad aprile”.

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