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In merito all’ipotizzato attacco hacker subito dall’Agenzia delle Entrate e “rivendicato” dalla cybergang Lockbit, l’ente aveva “immediatamente chiesto un riscontro e dei chiarimenti a Sogei Spa, società pubblica interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che gestisce le infrastrutture tecnologiche dell’amministrazione finanziaria e che sta effettuando tutte le necessarie verifiche”. Ebbene, Sogei ha da poco riferito che, “dalle prime analisi effettuate non risultano essersi verificati attacchi cyber né essere stati sottratti dati dalle piattaforme ed infrastrutture tecnologiche dell’Amministrazione Finanziaria. Dagli accertamenti tecnici svolti Sogei esclude pertanto che si possa essere verificato un attacco informatico al sito dell’Agenzia delle Entrate”. 

Agenzia delle Entrate e il presunto hackeraggio

La notizia della violazione ai danni dell’Agenzia delle Entrate è comparsa sul dark web ed è rimbalzata nel corso del pomeriggio in quanto diffusa da Pierguido Iezzi, ceo di Swascan – polo della cybersicurezza del Gruppo Tinexta. Secondo le prime informazioni sarebbero stati rubati circa 78 giga di dati da parte di LockBit, che avrebbe dato all’Agenzia un ultimatum di cinque giorni per pagare un riscatto, al fine de evitare la pubblicazione dei documenti sottratti che annoverano rapporti finanziari, contratti, carte di identità, scansioni. Ora arriva la dichiarazione di Sogei a fare chiarezza (si spera) fermo restando che rimane in piedi e intensa “la collaborazione con l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale e la Polizia Postale al fine di dare il massimo supporto alle indagini in corso”. Come a dire, la partita non è ancora finita. Anzi.