AGCM-antitrust-logo
OTL

Sul tema della fattura post recesso del contratto, e a seguito dell’elevato numero di istanze presentate, l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), come da Bollettino n.19/22, ha deciso di aprire un’istruttoria nei confronti degli operatori telefonici Tim, Vodafone, Fastweb e Wind 3. Le accuse mosse dall’Antitrust si configurano nel quadro delle cosiddette pratiche commerciali scorrette, pratiche commerciali aggressive, fino al ricorso a molestie coercizione o indebito condizionamento. In sostanza, la nota diffusa evidenzia che i quattro operatori delle tlc avrebbero continuato a emettere le fatture per i servizi di telefonia mobile e/o fissa successivamente alla regolare comunicazione, da parte di consumatori e microimprese, della richiesta di cessazione del rapporto. 

AGCM e il coinvolgimento di tutte le parti coinvolte

Come accennato, a indurre l’AGCM a questo tipo di intervento, ha concorso l’elevato numero di “proteste” che sono arrivate all’ente nei riguardi di Tim, Vodafone, Fastweb e Wind 3. Da parte sua anche il Codancons, l’associazione dei consumatori, ha emesso una nota al riguardo: “Il Codacons interverrà nel procedimento dell’Antitrust a tutela di tutti gli utenti italiani della telefonia: la pratica di emettere fatture anche dopo il recesso esercitato dai consumatori rappresenta un danno economico enorme per gli utenti, costretti a pagare somme di denaro a causa degli ostacoli posti dalle compagnie alla cessazione dei contratti. Se saranno accertate dall’Antitrust condotte illecite, avvieremo una azione collettiva finalizzata a far ottenere ai consumatori la restituzione delle somme pagate per fatture emesse dopo la formale richiesta di chiusura dei contratti”. A contempo, l’Antitrust ha chiarito che tutte le parti coinvolti da tale procedimento, ossia i soggetti interessati, avranno facoltà di intervenire nel procedimento: tanto le compagnie telefoniche, per fornire le spiegazioni del caso, quanto i consumatori che così avranno la possibilità di denunciare pratiche commerciali scorrette.