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Instagram ha cambiato pelle così tante volte ormai, che non probabilmente è andata persa l’idea originaria. Ma quale era questa idea? Molto semplice, un elenco di foto sostanzialmente pubblicate da Vip veri o nati sulla scia dei social, si veda il caso della famiglia Kardashian, e raccontare le proprie passioni, i viaggi, le esperienze e persino le idee attraverso una grammatica iconografica sostenuta dalla diffusione degli smartphone. Il concetto iniziale era perfetto: enfatizzare, sublimare l’utilizzo dell’immagine come mezzo di comunicazione sulla scia di un progressivo cambiamento nel modo di interagire sui social, leggasi Facebook, e sfruttando una piattaforma tutta nuova e ottimizzata. Poi ha continuato a cambiare, con la chat, le storie fino ai video per contrastare il fenomeno TikTok. Solo che anche il feed si è andato complicato, arricchendo di contenuti provenienti da persone che non si seguono nemmeno. Il caso si è impadronito di Instagram, sulla base di un algoritmo pensato alla Facebook: massimizzare il contatto, permettere agli influencer, sulla base di schemi di funzionamento oscuri, di raggiungere il massimo numero di utenti anche esterno all’elenco dei follower.

Da qui la sentenza di chi ha, per primo, reso Instagram un posto in cui bisogna esserci per esistere: le Kardashian. Secondo queste influencer di alto profilo il nuovo design di Instagram “fa schifo”. Il fatto che lo dicano loro tutto sommato importa poco, vince sempre la maggioranza. Ma se anche il capo di Instagram è sostanzialmente d’accordo con questa analisi del nuovo layout, allora le cose vuol dire che sono più serie del previsto.

Sì, perché Adam Mosseri, a capo di Instagram, ha dato ragione alle Kardashian in un messaggio su Twitter costituito da un lungo video nel quale racconta le ragioni dietro il restyling della piattaforma e ha ammesso che, forse, la direzione presa nel lavoro di aggiornamento potrebbe essere migliorabile. Il tweet di Mosseri dimostra una cosa: le foto non sono più la priorità.

Secondo Adam Mosseri, gli utenti di Instagram stanno passando ai video. Cosa che è divisiva: chi non si sente a suo agio con i video e riconosce che le foto sono ormai un’epoca passata, potrebbe smettere di usare la piattaforma. Tra l’altro potrebbe addirittura trasformarsi nel taglio di un’intera fetta di target. Nel frattempo, le persone che usano Instagram come mezzo per fare soldi sono state costrette a pubblicare più video per rimanere nei feed delle persone. Una forzatura, con risultati che di organico non hanno nulla e la derivante cacofonia contenutistica è un rischio reale da affrontare nel breve periodo.

È divertente vedere Instagram trasformato in una versione ex post di Facebook, dopo che proprio gli utenti di quest’ultimo sono migrati in massa su Instagram. Le persone non si divertono molto su Facebook, spesso è una seccatura; anche Instagram rischia di cadere in questo baratro. Le modifiche alla piattaforma stanno sconvolgendo le attività delle persone per due motivi: uno, perché devono riorganizzare tutto ancora una volta per cercare di accontentare l’algoritmo; due, perché Instagram sta allontanando parti del pubblico. Per esempio quelle che non amano TikTok e si trovano in mano un Instagram sempre più simile a TikTok.

Ma Facebook è in una posizione difficile. Si è ribattezzato “Meta” e sta cercando di raggiugnere obiettivi nell’ambito di qualcosa che ancora non esiste e la cui dicitura “metaverso” vuol dire tutto e niente. Questa abitudine di fare diventare tutto un “metaveso” che sta prendendo piede un po’ ovunque rischia di annoiare ancora prima di iniziare a dare qualche frutto concreto, utile e interessante. Che superi il clamore e affondi le radici nelle necessità effettive degli utenti. Facebook, anzi Meta, perde da 3 a 5 miliardi di dollari l’anno in un metaverso che assomiglia, per ora, a un buco nero. A cui si aggiungono altri 10 miliardi di mancate entrate perché in iOS ora è possibile non farsi tracciare durante l’uso delle app Facebook e Instagram.

Quindi se è vero che i cambiamenti fanno schifo, secondo quanto detto dalle influencer e non negato da Mosseri, la cosa più interessante che rimane da dire è che a Facebook poco importa che agli utenti, una parte almeno, gli interventi non piacciono. Meta sta cercando di spremere quanto più possibile le proprie piattaforme, sfruttando senza strategia ma con molta tattica le opzioni disponibili non quelle che possono portare a un orizzonte di sviluppo futuro. Le foto di alta qualità – la proposta di valore originale di Instagram – contano meno delle pubblicità truffa per perdita di peso, velocità o degli store online di orologi, vestiti e oggetti che sono ispirati alla cronologia di navigazione di ogni specifico utente. Instagram così come lo conoscevamo è, in un certo senso finito.

Ora si aspetta la progressiva reazione degli utenti. Che di solito inizia dai più scontenti e poi diventa una pallina su un piano inclinato. Per il momento si cerca di addentare tutta la carne ancora attaccata all’osso di Instagram, mentre la credibilità e l’autorevolezza di Facebook è in picchiata, e TikTok si amplia ma mantiene un legame con un utente verticale. La verità è che i social devono cambiare e non è detto che gli utenti sentano la mancanza, un domani, di quelli che oggi potrebbero sparire.