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2024: diventa obbligatorio il carica batteria universale Usb-C. Tutto quello che c’è da sapere

La Commissione europea lo definisce “una soluzione di ricarica comune per tutti”. Il carica batteria universale per tutti i device più comuni, dagli smartphone ai wearable fino ai pc, diventerà realtà entro la fine del 2024 e, come ormai noto, punterà sulla tecnologia Usb-C. Non è un caso che Apple abbia anticipato i tempi e gli iPhone 15 hanno adottato lo standard. Questo come segno dei tempi e di quanto questa normativa prettamente europea sia di fondamentale importanza per standardizzare la difformità di soluzioni di ricarica e per ridurre anche l’impatto di rifiuti elettronici. L’unica alternativa se non si vuole ricorrere alla connessione Usb-C, requisito fondamentale per vendere i prodotti nei Paesi membri della Ue, è adottare la ricarica wireless Qi oppure Qi2 (che supporta anche l’aggancio magnetico stile MagSafe). Si legge sulla pagina ufficiale della Commissione europea:

“La Commissione promuove soluzioni che favoriscono l’innovazione tecnologica nella ricarica dei dispositivi elettronici evitando la frammentazione del mercato. L’approccio volontario non ha soddisfatto le aspettative dei consumatori, del Parlamento europeo o della Commissione, quindi abbiamo proposto un approccio legislativo. Il caricabatterie comune migliorerà la comodità dei consumatori, ridurrà l’impatto ambientale associato alla produzione e allo smaltimento dei caricabatterie, pur mantenendo l’innovazione”. 

La soluzione di “ricarica comune” via Usb-C

Due modifiche della Direttiva sulle apparecchiature radio 2014/53/UE introducono la soluzione della “tariffa comune”:

I requisiti di “ricarica comune” si applicheranno a tutti i telefoni cellulari, smartphone, tablet, fotocamere digitali, cuffie, auricolari, altoparlanti portatili, console per videogiochi portatili, e-reader, Tws, tastiere, mouse e sistemi di navigazione portatili a partire dal 28 dicembre 2024. Questi requisiti si applicheranno anche ai laptop a partire dal 28 aprile 2026. Tali periodi di transizione daranno all’industria tempo sufficiente per adattarsi prima dell’entrata in vigore. Gli elementi principali sono i seguenti.

Una porta di ricarica armonizzata per dispositivi elettronici: Usb-C sarà la porta comune. Ciò consentirà ai consumatori di caricare i propri dispositivi con qualsiasi caricabatterie Usb-C, indipendentemente dalla marca del dispositivo.

Tecnologia di ricarica rapida armonizzata: L’armonizzazione aiuterà a evitare che diversi produttori limitino ingiustificatamente la velocità di ricarica e contribuirà a garantire che la velocità di ricarica sia la stessa quando si utilizza un qualsiasi caricabatterie compatibile per un dispositivo.

Separare la vendita di un caricabatterie dalla vendita del dispositivo elettronico: I consumatori potranno acquistare un nuovo dispositivo elettronico senza un nuovo caricabatterie. Ciò limiterà il numero di caricabatterie sul mercato o lasciati inutilizzati. Si stima che la riduzione della produzione e dello smaltimento di nuovi caricabatterie ridurrà la quantità di rifiuti elettronici di 980 tonnellate all’anno. 

Miglioramento delle informazioni visive e scritte per i consumatori: I produttori dovranno fornire informazioni visive e scritte pertinenti sulle caratteristiche di ricarica, comprese informazioni sulla potenza richiesta dal dispositivo e se supporta la ricarica rapida. Ciò aiuterà i consumatori a capire se i caricabatterie esistenti soddisfano i requisiti del nuovo dispositivo e/o li aiuterà a selezionare un caricabatterie compatibile. In combinazione con le altre misure, ciò aiuterà i consumatori a limitare il numero di nuovi caricabatterie acquistati e a risparmiare almeno 250 milioni di euro all’anno sugli acquisti di caricabatterie non necessari.

Queste sono le indicazioni che si troveranno sulla confezione del device che, da sinistra a destra, indicano che il dispositivo di ricarica NON è incluso, che è incluso e come sono indicate le specifiche capacità di ricarica per garantire la compatibilità con adattatori di terze parti:

Prossimi passi della Commissione europea su Usb-C

I requisiti sopra menzionati si applicheranno a un’ampia gamma di dispositivi elettronici. Questo intervallo potrebbe essere ulteriormente ampliato in futuro, “previa valutazione periodica del mercato da parte della Commissione. La Commissione esaminerà le categorie di apparecchiature radio che possono soddisfare i requisiti di “ricarica comune” entro tre anni dall’entrata in vigore della direttiva e successivamente ogni cinque anni”.

Quattro anni dopo l’entrata in vigore della direttiva, “la Commissione riferirà se si debba prendere in considerazione un’estensione ai cavi dei requisiti di disaggregazione e/o una disaggregazione obbligatoria sulla base dell’esperienza acquisita con la disaggregazione dei dispositivi di ricarica”. Inoltre, la tecnologia di ricarica wireless è ancora in fase di sviluppo, mostrando attualmente un basso livello di frammentazione e un buon livello di interoperabilità tra le diverse soluzioni. Spiega la Ce: “Sembra quindi prematuro stabilire requisiti vincolanti. Tuttavia, per aprire la strada a una soluzione armonizzata di ricarica wireless e limitare la potenziale futura frammentazione del mercato, la Commissione valuterà le diverse tecnologie disponibili in vista di una possibile armonizzazione futura e chiederà agli organismi europei di normalizzazione di tradurre la soluzione adeguata in una norma armonizzata entro due anni dall’entrata in vigore della direttiva”.

Infine, per completare la soluzione di ricarica comune, la Commissione spiega: “otterremo l’interoperabilità sul lato dell’alimentatore esterno collegato a una presa elettrica a muro. Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile (2019/1782) copre questi alimentatori esterni. La Commissione sta rivedendo il presente regolamento sulla progettazione ecocompatibile, tra le altre cose, per promuovere l’interoperabilità introducendo requisiti corrispondenti e fornire ai consumatori informazioni relative all’alimentazione esterna. Queste due iniziative sono quindi complementari e la loro combinazione conferirà al caricatore comune un forte quadro legislativo”.

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